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lunedì 19 agosto 2019

IL PASSATO, QUALCOSA RIMASTO NELLO SCRIGNO DEL CUORE

Carissimi amici e amiche, oggi vi voglio stupire, vi faccio vedere cosa

avevo scritto in un vecchio post, so che rimarrete un po stupiti ma è realtà


IL VESTITO DELLA PRIMA COMUNIONE

BUON GIORNO AMICI ED AMICHE.

Oggi mi sento in vena di raccontarvi una semplice storia.


Siamo negli anni difficili per tutti, 1937 - 1940, in un piccolo paese che vive a stento; il 90% degli uomini sono emigrati stagionali.


Una massaia per sbarcare il lunario cerca in tutti i modi di guadagnare qualche lira per i suoi cinque figli, facendo la lavandaia per i soldati alloggiati nei vecchi edifici delle scuole. 

La massaia lavava e stirava, utilizzando ed ogni minuto per il benessere della famiglia.


In quel periodo le scarpe costavano molto e i soldi non erano mai abbastanza.


Un giorno vidi quella signora con un vecchio copertone di bicicletta in mano, a un tratto chiamò uno dei bambini e gli misurò la pianta del piedino e con un vecchio coltello ben affilato ritagliò dei pezzi a forma di piedi; rimasi sorpreso quando vidi che stava lavorando con della vecchia tela di canapa e altri strani ritagli.

Due giorni dopo erano nati un paio di sandali. Fu una cosa geniale per tutta la famiglia, ne confezionò un paio, erano molto leggeri e ci si camminava comodamente.

Le voci si sparsero in fretta ed in paese tutti ne parlavano. Ogni giorno andavano a chiedere alla signora se poteva farne anche per loro e le portavano vecchie stoffe di tutti i tipi. 

La signora andò da un vecchio calzolaio e gli chiese se poteva avere una vecchia forma di ferro, quella dove si appoggiano le scarpe per ripararle. 

Il calzolaio guardò nel suo magazzino e le regalò uno di quei ferri. Ricordo come fosse ieri che la donna era felice. 

Aveva trasformato la piccola stanza dove viveva in un vero laboratorio pieno di forme e misure varie di piedi. 

Non aveva mai tempo per riposare; quel lavoro le dava una certa sicurezza per i suoi cinque figli.

Un giorno arrivò una signora considerata in paese una persona benestante, portò un pacco con della stoffa e disse: - Maria, guarda se con questa stoffa puoi fare un bel paio di sandali per me e le mie figlie.

Maria, che era il nome della signora che eseguiva questi lavori, esaminò attentamente la stoffa e disse: Tutto si può fare, ma questa stoffa non è duratura; se lei accetta io mi prendo questa staffa e le metto della tela molto resistente e di sicuro verrà bene.

La signora rispose che per lei andava bene.

Maria guardò quella stoffa e vide che era un pezzo molto grande e che forse avrebbe potuto realizzare qualcosa di molto importante.

In paese intanto si stavano facendo dei preparativi per i bambini, perché dopo qualche settimana ci sarebbe stata la prima comunione e tutti pensavano al vestito per i comunicandi.

Detto e fatto, Maria prese il bambino e si recò dal vecchio sarto che in paese faceva di tutto e gli chiese se la stoffa sarebbe bastata per un piccolo giubbino e un paio di
pantaloni per il suo bambino che avrebbe fatto la prima comunione. 

Il sarto prese le misure e con diverse giunture quasi invisibili gli confezionò un vestitino carino. Venne il giorno della prima comunione e anche un povero bambino fece una gran bella figura.

Questa storia sembra una favola, ma è una storia vera. 


Ve lo può testimoniare quel bambino, quel bambino ero io.


Tomaso Scarpel


Spero che abbiate gradito questa mia idea di ripubblicare tutto questo.

Un abbraccio a tutti con sempre un profondo affetto che conservo nel cuore.

Tomaso 

sabato 17 agosto 2019

IL CANTIERE CONTINUA, OGNI GIORNO CE SEMRE COSE NUOVE

Carissimi amici e amiche, ora vi voglio far vedere che cosa è scritto sul giornale,

la  notizia è nel settimanale del comune di Bülach di questa settimana,

danno delle interessanti spiegazioni a tutti i cittadini di Bülach, ecco la notizia.

Quello che verrà usato per la costruzione del nuovo palazzo del comune di Bülach


palazzo a 4 piani elevati,  due interrati.

100 Km. Di cavi. 2.5 Km. Canali per ventilazione aria.

3.5 Km.riscaldamento oppure clima.

485 tonnellate di acciaio.

4200 metri cubi, di cemento armato.

Sarà costruito in tre tappe.

6 mesi per le fondamenti.

6 mesi per la costruzione del palazzo.

6 mesi per tutte le rifiniture interne.

Consegna delle chiavi a gennaio 1021.

in primavera 2021 il comune sarà inaugurato, gli uffici tutti aperti.


Parlando del cantiere ecco sottostante 2 ultime foto


foto fatta dal nostro appartamento
questa invece sono sceso per farla da vicino

questo video è la Situazione del cantiere 9 agosto 2019
mattina fatto del mio appartamento.





Questo sottostante fatto pomeriggio del 9 agosto

e stava piovendo, lo ho fatto vicino il cantiere

sottostante fatto 12 agosto da vicino
sottostante fatto 16 agosto dal mio appartamento

augurandovi un buon fine settimana, vi lascio con un forte abbraccio.

Tomaso

giovedì 15 agosto 2019

ECCO NUOVAMENTE IL VIAGGIO DELLE SORPRESE CHE CI HA DIVERTITI

Carissimi amici e amiche, pensandoci
credo che non tutti abbiate visto questo
mio viaggio delle sorprese fatto nel 2001.
Così oggi lo ripropongo e credo che chi
non lo ha ancora visto avrà sicuramente 
piacere di vederlo, è molto lungo, prendetevi
il tempo necessario, ne vale la pena.


Tutto incominciò quando la sorella di mia moglie disse noi quattro, cioè sorelle e mariti, dobbiamo fare un viaggio, così andremo anche a trovare il fratello che era emigrato in Canada, lei organizzò tutto con l’aiuto di una agenzia di viaggi di Verona, questo viaggio, prima settimana volo Venezia Londra, e poi Londra Toronto, dove ci si saremo fermati una settimana, seconda settimana con una macchina noleggiata a Toronto si sarebbe andati verso New York facendo delle tappe in diversi luoghi, fermandosi nei motel delle piccole località, la macchina sarebbe poi consegnata all’aeroporto, la Guardia, a New York la terza settimana già programmato l’hotel con una piccola crociera nella baia di Manhattan,
Volo di ritorno, New York, Londra, l'ultima settimana, poi volo Londra Venezia,   

Sabato 5 Maggio 2001
Partiti da Venezia tutto sembrava bene arrivati a Londra dovevamo cambiare aeroporto.
Per prendere il volo intercontinentale, li successe già qualcosa in spiegabile che poi lo abbiamo capito in volo, eravamo tutti in attesa di partire, dentro il velivolo ma e passato 30 minuti  nessuno di noi capiva l’inglese cera un gran mormorio, alla fine finalmente l’aereo è partito, normalmente su un volo intercontinentale raggiunto una certa quota incominciano a portare da bere e prepararsi per il pranzo, vidi che qualcuno aveva con se degli alimenti e incominciavano a mangiare, capii subito che qualche cosa non andava, andai da una hostess, e gli feci capire che volevo sapere cosa stava succedendo, capii subito! Sciopero delle cucine dell’aeroporto, immaginate affrontare 10 ore di volo senza niente da mangiare, io da vero arrabbiato gli dissi di darmi qualche cosa da mangiare altrimenti avrei combinato qualche cosa, venni il capitano, così fra italiano e tedesco ci siamo capiti, portarono tutta la riserva dei biscotti e greche tutto ciò che era nel velivolo da bere ci hanno portato acqua minerale, coca cola, tanto per tenere un po’ calmi i passeggeri, solo quei pochi che sapevano del sciopero si erano procurati, dei sacchetti da viaggio gli altri cioè la maggioranza non sapeva niente.
Arrivo a Toronto Canada era perfettamente in orario, tutti coloro che non avevano avuto il pranzo ci siamo recati in ufficio della 
British Airways, noi tutti volevamo reclamare, ci hanno fatto riempire un formulario, che poi alla fine del viaggio ci avrebbero rimborsato dei soldi,
La sorpresa non era finita, una valigia di mia cognata era stata smarrita, un'ora per sapere dove fosse la valigia, era rimasta a Londra e poi imbarcata per L’Australia ci chiesero un indirizzo di recapito noi quella settimana eravamo in casa del fratello di mia moglie, che poi ci avrebbero portato la valigia quando sarebbe arrivata, mia cognata chiese dei soldi per comperare biancheria intima, perché si trovava tutta in quella valigia gli diedero 50 dollari per prendere il necessario, dopo due ore finalmente abbiamo potuto andare a prendere la macchina già prenotata abbiamo avuto una 
Oldsmobile targata New York una di quelle che era venuta dagli stati uniti quelle grandi autonoleggio fanno sempre così per riportare la macchina nella loro sede, con la macchina abbiamo potuto visitare Toronto una grande metropoli, la cosa straordinaria è stata salire sopra la torre che sovrasto Toronto il panorama era veramente mozza fiato

La maestosa torre.



denominata. CN Tower, alta 553 Metri ce una veduta di tutta la metropoli un ristorante all’altezza di 350 metri tutto il ristorante e girevole è un anello completamente in vetro così intanto che si pranza vedi tutta la città gira lentamente non si percepisce niente, ci impiega circa una ora a fare il giro 

completo.






Due vedute dalla torre
Tre giorni dopo arrivò la valigia per fortuna tutta intera, e così mia cognata poté finalmente usare la propria biancheria, mia moglie l’aveva aiutata con la sua.
Terminata la prima settimana ci preparammo per partire sperando che tutto andasse per il meglio.

Vorrei farvi notare che le foto non sono di buona
qualità, la ragione è che erano fatte in diapositive, e poi fotografate nella proiezione fatte da me.



Partimmo al mattino presto diretti come prima tappa Niagara 3 ore circa di auto eravamo sul posto, da lontano si vedeva come un grande nuvolone molto basso, noi pensavamo alla pioggia invece si trattava della nuvola che formava le cascate cadendo basta che si sia un po’ di vento lo spettacolo è assicurato.
A Niagara non fu difficile trovare un motel per dormire.






Niagara di notte, è uno spettacolo con quei grandi riflettori che le illuminano variando i colori, bisogna vedere per credere. una meraviglia











Passiamo il confine dal Canada agli stati uniti entriamo a Buffalo città di confine dove pure
ci sono le cascate del Niagara americane, anche qui le cascate sono indescrivibile.
Dopo il lungo controllo della polizia di frontiera che ti controllano dalla a alla z, molto pignoli.
Io guidavo al mio fianco mio cognato con carta stradale, per chi non è mai stato sulle autostrade in America, sono molto più grandi delle nostre la cosa che subito abbiamo notato che erano solo segnate con dei numeri e non il nome delle località, il nome delle località si potevano leggere solo quando ci si trovava a una certa distanza.
Prendemmo il numero della strada con la quale andava verso New York, seguimmo sempre il numero che portava verso New York dopo 5 ore ci fermammo a un grande ristorante guardiamo la pianta della località e ci accorgemmo che avevamo preso si il numero giusto ma dalla parte opposta, immaginate le nostre risate a noi stessi così abbiamo chiesto all’informazione cosa ci consigliavano l’America è bella ma non conoscono tanto le altre lingue, fu difficile farci spiegare fra il tedesco, italiano ci siamo capiti la soluzione era proseguire fino Chicago e da li poi cambiare autostrada, non abbiamo voluto uscire dalla autostrada per andare nel labirinto delle strade secondarie, la prima tappa l’abbiamo fatta vicino Chicago, le piccole città fuori delle grandi metropoli sono molto interessanti se vede in giro gli sceriffi caratteristi con quel grande cappello anche i ristoranti erano veramente interessante, le strade con tutti quei fili elettrici e cavi a fianco delle strade un vero groviglio, alla sera abbiamo discusso del giro più lungo effettuato causa lo sbaglio della strada, abbiamo dovuto c’ordinare le tappe perché sabato mattina dovevamo consegnare la macchina all’aeroporto, la Guardia di New York, tutto prosegui bene nei prossimi due giorni.




Piccola tappa in un centro commerciale
Venerdì vedendo che eravamo leggermente in ritardo abbiamo dovuto accelerare i tempi,
Sapete negli stati uniti il limite di velocità è di 65 miglia, venerdì sera vedendo che eravamo un po’ in ritardo ho un po accelerato per arrivare a circa 50 Km. da New York . Era già le ore 22.00 siamo usciti dall’autostrada per cercare in una piccola località un Hotel oppure un Motel,
Abbiamo attraversato tutta la località piano piano sperando di vedere un hotel, niente in vista
Ritornammo in autostrada aumentai la velocità, ad un certo punto senti un suono delle sirene della polizia che era dietro di me, pensavo che stesse passando ma mi sbagliai, eravamo noi presi di mira, mi fecero segno di fermarmi, ancora non avevo capito cosa veramente stava succedendo, mi fermai al lato della strada su un terreno ghiaioso, sapete la corsia di emergenza non è come in Italia, li è tutta un’altra cosa, la macchina della polizia si fermò dietro di me lasciando le luci blu in funzione, ci fu un silenzio totale, era una serata molto buia.
Passarono due lunghi minuti, poi io feci uno sbaglio, dopo solo mi resi conto, aprii la parta della macchina, sentii una voce che grido in inglese di non muovermi, sono stati momenti eterni, dopo circa 10 minuti vidi due ombre con delle torce che illuminavano la nostra macchina, avevano in testa quel famoso grande cappello, mi ricordai di certi film visti in televisione, solo che adesso era realtà, si fecero avanti ci scrutarono uno per uno con le torce, noi in macchina fermi come quattro manichini poi aprirono la mia porta ci guardarono sospettosi, subito però si accorsero che eravamo quattro innocui anziani un po’ spaventati,
mi chiesero i documenti, furono parole inutili perché con il mio tedesco e italiano servi proprio a niente loro parlavano solo l’inglese, fu così, mimando con movimenti ci spiegammo che eravamo europei e che eravamo in viaggio, loro ci fecero capire che vedendoci nel suo circondario a quell’ora andando cosi piano e guardando fuori, noi cercavamo un posto per dormire, per il sceriffo eravamo dei sospetti la macchina targata New York,
E ci hanno seguiti a luci spente era lo sceriffo e il suo assistente, poi vedendo che io sorpassai i 65 miglia, volevo trovare un hotel in fretta, eravamo molto stanchi, in 10 minuti fu tutto chiarito, si fecero capire che avevano saputo dalla centrale che la macchina veniva da Toronto di sicuro le informazioni l’avranno avuto via radio ciò spiegava perché era passato parecchio tempo da quando eravamo fermi, prima che loro scesero dalla macchina, si può dire che ci è andata bene, non mi fecero nemmeno la contravvenzione, ci fecero segno di seguirli, noi non avevamo un’altra scelta, siamo usciti nella prossima città e ci hanno accompagnato fino davanti ad un hotel, ci strinsero la mano e se ne sono andati, più tardi nel salone dell’hotel
Abbiamo riso della speciale avventura, poi abbiamo finalmente potuto cenare, e subito a letto domani mattina dovevamo entrare a New York.

Dopo una bella dormita e poi fatto colazione siamo partiti alla volta di New York, un ora dopo già vedevamo da lontano gli enormi grattacieli, ci siamo poi fermati in un parcheggio,
Per vedere bene le strade avevamo le carte stradali molto chiare, io guidavo e avevo mio cognato che guardava per potermi aiutare, vi posso assicurare che per uno che non è mai stato a New York entrare su quelle grandi strade da 5-6 corsie sembrava facile guardando la carta, ma quando eravamo sul posto abbiamo provato a seguire il segnale Aeroporto, ma purtroppo dopo aver passato due grandi ponti dove all’entrata del ponte cera da pagare il pedaggio, non vidi più il segnale aeroporto, continuammo sperando di rivedere quel segnale ma non fu così.
Decidemmo di fermarsi a chiedere informazioni con la speranza che capissero le nostre lingue.
Eravamo in una zona di grandi depositi, io e mia cognata andammo in un grande deposito di auto vecchie ci venne incontro un uomo a fatica gli spiegai che dovevamo andare all’aeroporto la guardia, ci ascoltò attentamente poi si rivolse a uno degli operai parlarono un po’ con lui poi mi disse, almeno noi abbiamo questo inteso, di seguire la sua macchina, noi lo abbiamo seguito per circa 15 minuti passammo anche un grande ponte, lui pagò il pedaggio e poi andò un po’ più avanti quando io volevo pagare mi fece sogno che era già pagato dall’altro, rimasi di stucco vedendo quanta gentilezza da uno sconosciuto, mezzora dopo vidi i grandi cartelloni che indicavano l’aeroporto. Ancora quando era stato programmato il viaggio avevamo chiesto se era possibile salire sopra una delle torri gemelle, ma ci hanno detto che era difficile bisognava averlo molto prima programmato, allora abbiamo deciso di salire sul Empire State, dopo una lunga coda finalmente siamo saliti sull’ascensore rapido, che in un baleno ti porta al 118° piano, dopo un altro ascensore ti porta sulla terrazza del belvedere, quel panorama che vedi da tutte le direzioni è veramente grandioso 
New York, visto dal grande terrazzo dell'Empire Stadt


Due cose specialmente
mi a incantato, una vedere il Central Park un grande polmone verde in mezzo a una così grande metropoli con all’interno i laghetti con anitre selvatiche, la seconda, vedere le due torri gemelle ancora più alte dell’Empire State, nessuno avrebbe mai sognato che tre mesi dopo sarebbero state abbattute dal famoso attentato terroristico 
dell’11 settembre.
Dopo scesi Empire State Building

 abbiamo fatto una passeggiata al Central Park è straordinario vedere quanta gente si trova in quelle vie all’interno che con pattini a rotelle chi si sta allenando forse per le maratone, se poi ti siedi in una panchina non passa molto che si avvicina cautamente qualche scoiattolo se prima ti sei procurate delle noccioline ti vengono fino sulla panca.
Ritornando al nostro hotel già pensavamo a domani che alle dieci ci dovevamo trovare al molo 12 da dove si partiva con la mini cuocere che comprendeva, pranzo sempre girando nella baia
Visita all’isola della statua della libertà e poi cena, cera in noi un po’ di ansia speravamo che tutto andasse bene.
Siamo andati a piedi dall’hotel fino al molo 12 il battello era che aspettava tutti quelli che avevano prenotato siamo saliti in coperta una grande terrazza da dove si poteva ammirare tutta Manhattan sotto coperta un grandissimo salone tutto ben addobbato un grande palco che più tardi sarebbe preparata una orchestra, abbiamo preso posto sui tavoli ben sistemati con un pullman e arrivata l’orchestra e si è sistemata alle 11.00 il battello prese il largo nella baia, l’orchestra intonò la canzone di Frank Sinatra New York! New York! Un cantante non tanto male cantava sempre, incominciarono a portare l’aperitivo a scelta era veramente bello vedere la grande metropoli dal mare è qualcosa di indescrivibile vedere le torri gemelle dal basso nella baia


sembravano che toccassero il cielo era una giornata bellissima, cera un sole splendente passare sotto i grandissimi ponti vederli da vicino specialmente il ponte di Brooklyn, e tante altre attrazioni,
nel pomeriggio dopo il pranzo chi a voluto e salito in coperta per vedere meglio ogni cosa passare vicino la statua della libertà non avrei mai immaginato che fosse così gigantesca.
È incredibile vedere alla sera quando piano piano si fa buio i grattacieli che si illuminano, queste cose le avevo solo visti nei film ma esserci è un’altra cosa, la giornata passò quasi in fretta alle 11.00 siamo arrivati al molo 12 eravamo veramente soddisfatti, nel grande piazzale molti taxi erano li per prendere i passeggeri, prendemmo un taxi in 15 minuti eravamo in hotel, già pensavamo a 

domani.





I due giorni che seguirono li abbiamo passati in giro senza una meta precisa, abbiamo visitato i vecchi quartieri dove ancora oggi ci sono negozi e ristoranti tipici italiani di tutte le regioni, una differenza enorme dalla vera metropoli dove quasi non si vede il cielo, solo qualche spiraglio fra i grattacieli, passarono in fretta i giorni e ha dire il vero eravamo già molto stanchi questa grande città è bella ma io non mi piacerebbe viverci, si è bello per una volta poter ammirare questi grandi capolavori parlo dei grandi ponti dei grandi grattacieli, poi aspetti che arrivi il tempo per ritornare da dove sei venuto erano i primi sintomi di stanchezza.
Venerdì 25 maggio durante la colazione, ci consegnarono un fax che veniva dalla agenzia viaggi, la quale ci comunicava che il volo di ritorno era stato spostato, dall’aeroporto la guardia, all’aeroporto Kennedy, molto giù lontano da New York, ci hanno assicurato che alle ore 15.00 di sabato 26 maggio sarebbe venuto una macchina prenderci all’hotel e ci avrebbero portato all’aeroporto Kennedy, ci guardammo, un po’ sorridendo, sperando andasse veramente così! Alle 15.00 arrivo la macchina e
una grande limousine a prenderci, tutto andò come le previsioni, alle ore 20.00 il volo e partito regolarmente.
Tutto andò bene questa volta il servizio a bordo è stato impeccabile.
Arrivammo ha Londra domenica 27 maggio alle ore 9.00 ora locale, con un taxi raggiungemmo l’hotel già prenotato proprio vicino piccadilly, eravamo così stanchi che abbiamo preferito andare a riposare al pomeriggio, un po’ per la stanchezza un po’ per il fuso orario, abbiamo dormito fino alla sera tardi.




Londra una grande città però ho notato che senza uno che conosca tutto ciò che offre si può solo ammirare queste grande opere comunque non era nel programma ora vedremo gireremo e vedremo tante cose prenderemo un libro con l’illustrazione delle cose storiche e foto.
Purtroppo lunedì incominciò piovere, e durò tutta la settimana, si usciva solo con i loro tipici Bus di Londra a due piani ci si metteva sopra e guardavamo Londra in quel modo.
Finalmente arrivò il sabato 2 giugno eravamo contenti che ormai era finito questo viaggio.
Di sorprese di ogni genere atterrati a Venezia cera un bellissimo tempo trovai mio fratello che mi aspettava e così ci porto al paese dove cerano le nostre macchine.
Eravamo contenti che eravamo a casa, però molto ma molto stanchi, due giorni di riposo.
E poi io partii per la Svizzera e i miei cognati per Verona.
Fine di questo stravagante viaggio.

aggiungo anche i video che a quel tempo avevo fatto.

Fine di questo stravagante viaggio.
aggiungo anche i video che a quel tempo avevo fatto.





spero che abbiate gradito questa ripetizione
del mio grande viaggio della sorprese.

ora vi lascio con un forte e sentito abbraccio dal vostro sempre affezionato amico.

Tomaso

venerdì 9 agosto 2019

TANTO PER ORIENTAMENTO DEL BLOG

Carissimi amici e amiche, vi voglio informare che questo post

è solo per orientarvi che lunedì mattina pubblicherò

 per intero il viaggio delle sorprese con rispettivi video

lo ho deciso vedendo un po l'interesse che aveva trovato

spero che vi divertiate leggendolo e guardare i video

Ora vi lascio con un abbraccio e sempre con il mio sorriso:-)

Tomaso

mercoledì 7 agosto 2019

CARISSIMI AMICI E AMICHE, IL CANTIERE CONTINUA SEMPRE

eccomi nuovamente, dopo quasi una settimana rieccomi con i lavori

direi abbastanza avanti, si nota dalle foto che tutti le tubazioni sono messe,

















hanno fatto già tutto con cemento armato il pavimento e ora fanno le pareti 

come noterete oggi sta piovendo, ma nonostante questo il lavoro continua


le foto soprastante le ho fatte dal nostro appartamento.


sono sceso e ho voluto fare altre foto da vicino, come vedete il lavoro continua


sottostante ho provato a mettere questi due video spero si vedano. 





Sapete per me questo è un passatempo, mi ricorda quando era attivo,

è pure giusto che oggi mi posso permettere di vedere che gli altri lavorino.

ora vi lascio con un abbraccio dal vostro sempre amico.

Tomaso

Aggiungo qualcosa per distrarvi un po, ho da molto tempo pubblicato 

il viaggio delle sorprese, è un racconto che molti conoscete, sono 3 parti

ora voglio ripetere questo bel viaggio, ecco la prima parte...

Il viaggio delle sorprese

Tutto incominciò quando la sorella della mia moglie disse noi quattro, cioè sorelle e mariti, andiamo a fare un bellissimo viaggi così andremo anche a trovare il fratello che era emigrato in Canada, lei organizzò con l’aiuto di una agenzia di viaggi di Verona, questo viaggio, prima settimana volo Venezia Londra, e poi Londra Toronto Canada, seconda settimana con una macchina noleggiata a Toronto si sarebbe andati verso New York facendo delle tappe in diversi luoghi, fermandosi nei motel delle piccole località, la macchina sarebbe poi consegnata all’aeroporto, la Guardia, a New York la terza settimana a New York, già programmato l’hotel con una piccola crociera nella baia di Manhattan,
Volo di ritorno New York, Londra, e poi Londra Venezia, la quarta settimana cioè l’ultima,
Si sarebbe restati a Londra per visitarla bene.


Sabato 5 Maggio 2001
Partiti da Venezia tutto sembrava bene arrivati a Londra dovevamo cambiare aeroporto,
Per prendere il volo intercontinentale, li successe già qualcosa in spiegabile che poi lo abbiamo capito in volo, eravamo tutti in attesa di partire dentro il velivolo ma e passato 30 minuti sai nessuno di noi capiva l’inglese cera un gran mormorio, alla fine finalmente l’aereo è partito, normalmente su un volo intercontinentale raggiunto una certa quota incominciano a portare da bere e prepararsi per il pranzo, vidi che qualcuno aveva con se degli alimenti e incominciavano a mangiare, capii subito che qualche cosa non andava, andai da una hostess, e gli feci capire che volevo sapere cosa stava succedendo, capii subito, sciopero delle cucine dell’aeroporto, immaginate affrontare 10 ore di volo senza niente da mangiare, io da vero arrabbiato gli dissi di darmi qualche cosa da mangiare altrimenti avrei combinato qualche cosa, venni il capitano, così fra italiano e tedesco ci siamo capiti, portarono tutta la riserva dei biscotti e greche tutto ciò che era nel velivolo da bere ci hanno portato acqua minerale, coca cola, tanto per tenere un po’ calmi i passeggeri, solo quei pochi che sapevano del sciopero si erano procurati, dei sacchetti da viaggio gli altri cioè la maggioranza non sapeva niente.
Arrivo a Toronto Canada era perfettamente in orario, tutti coloro che non avevano avuto il pranzo ci siamo recati in ufficio della British Airways  noi tutti volevamo reclamare, ci hanno fatto riempire un formulario, che poi alla fine del viaggio ci avrebbero rimborsato dei soldi,
La sorpresa non era finita, una valige di mia cognata era stata smarrita una ora per sapere dove fosse la valigia, era rimasta a Londra e poi imbarcata per L’Australia ci chiesero un indirizzo di recapito noi quella settimana eravamo in casa del fratello di mia moglie, che poi ci avrebbero portato la valigia quando sarebbe arrivata, mia cognata chiese dei soldi per comperare biancheria intima, perché si trovava tutta in quella valigia gli diedero 50 dollari per prendere il necessario, dopo due ore finalmente abbiamo potuto andare a prendere la macchina già prenotata abbiamo avuto una Oldsmobile


targata New York una di quelle che era venuta dagli stati uniti quelle grandi autonoleggio fanno sempre così per riportare la macchina nella loro sede, con la macchina abbiamo potuto visitare Toronto una grande metropoli, la cosa straordinaria è stata salire sopra la torre che sovrasto Toronto il panorama era veramente mozza fiato denominata. CN Tower, alta 553 Metri ce una veduta di tutta la metropoli un ristorante all’altezza di 350 metri tutto il ristorante e girevole è un anello completamente in vetro così intanto che si pranza vedi tutta la città gira lentamente non si percepisce niente, ci impiega circa una ora a fare il giro completo.
Tre giorni dopo arrivò la valigia per fortuna tutta intera, e cosi mia cognata poté finalmente usare la propria biancheria, mia moglie l’aveva aiutata con la sua,
Terminata la prima settimana ci preparammo per partire con la macchina io conoscevo bene le macchine americane con il cambio automatico,
fine prima parte

Spero vi sia piaciuto la prima parte,
le altre due arriveranno nei prossimi post.
Tomaso

sabato 3 agosto 2019

IL CANTIERE PROGREDISCE GIORNO PER GIORNO CON NOVITÀ


Carissimi amici e amiche, ho fatto una abitudine di guardare dalla finestra,

vedo il cantiere che progredisce speditamente e co  arrivo di tanti operai,

sottostante faro vedere dei piccoli video delle novità di questo cantiere.


come vedete sottostante una grana provvisoria è arrivata
poi ho capito che era per montare una seconda grana fissa
la foto sottostante la ho fatta dalla finestra del mio appartamento
Come vedete dalle foto sottostante il cantiere prosegue molto bene
queste foto invece sono sceso in strada per meglio vedere i lavori

ho visto oggi che gli operai sono aumentati per accelerare i lavori

Per distrarvi un po, chi non a letto il mio libro, può leggere qui il terzo capito


  TERZO CAPITOLO
 Ben presto arrivarono dei gruppi di tedeschi, comandati da un alto ufficiale, e iniziarono dei lavori di fortificazione al Piave.
Tutti eravamo invitati a lavorare perfino i giovani per portare acqua da bere agli operai , facevano scavare dei grandissimi buncher, che a sua volta venivano ricoperti di grossi alberi che avevano fatto tagliare dai boschi, gli uomini prendevano 50 lire al giorno e le donne e i bambini 30 lire.
Ricordo le parole di mio padre! ritornano qui a finire la guerra.
A dire il vero intanto quei piccoli guadagni arrivati da quei lavori aveva un po’ aiutato il paese, io continuavo a fare il garzone nel panificio, finito il lavoro al mattino verso le 11.00 tante volte al pomeriggio andavo a guadagnare qualche 10 lire portando da bere agli operai, I mesi passarono sempre con la tensione e la speranza che gli alleati un giorno arrivassero, Ahimè erano molto l’ontani ancora, i partigiani che di giorno erano nascosti in montagna, Alla notte facevano delle ricognizioni per procurarsi i viveri, purtroppo succedeva spesso, Di scontri tra tedeschi e partigiani, se prendevano qualche partigiano, noi eravamo costretti a vedere certe scene disumane che quei carnefici facevano, se invece era qualche tedesco, che veniva ucciso allora la casa da dove i partigiani si erano fermati per difendersi, veniva incendiata dai tedeschi, chi provava ha spegnere il fuoco, veniva portato via dai tedeschi. Settembre 1944 un episodio mi coinvolse, io con la mia bicicletta andavo a lavorare, era una notte illuminata da una luna piena, stavo percorrendo una strada affiancata da alberi l’ombra della luna faceva strane ombre sulla strada, improvvisa-mente mi accorsi che si muovevano, Erano dei partigiani che camminavano in fila indiana, uno di questi si mise in mezzo alla strada e mi feci il segno di fermarmi, mi disse con un accento non locale capii subito che si trattava di uno dei soldati che non avevano potuto raggiungere la famiglia perché era al sud, Mi chiese subito dove andavo a quell’ora, lui sembrava molto informato Di quello che io facevo, educata-mente mi disse, lui sapeva che su questa strada c’era al giorno dei passaggi di tedeschi, io provai a dire che non sapevo, non mi credettero, con tono severo mi disse che se non parlavo mi avrebbero portato con loro in montagna, Io mi spaventai, e dissi tutto quello che sapevo, difatti tutti i giorni immancabilmente passava una grande vettura con dei alti ufficiali che da un comando del Friuli veniva a controllare i lavori di fortificazioni sul Piave, tutti i giorni la vedevo sempre alla stessa ora che mi sorpassava facendo un polverone date che la strada non era di asfalto, I partigiani dopo di avermi ascoltato si sono dileguati in fretta, io raccontai tutto quanto al mio padrone dove lavoravo, abbiamo sotto-valutato quanto stava per succedere, Terminato il mio lavoro come ogni giorno con la mia bicicletta stavo ritornando a casa, quasi dimenticato di quella notte, l’auto solita mi sorpassò, quando l’auto era circa 100 metri da me sentii un fragore di spari raffiche e scoppi di bombe a mano, lo stesso posto dove avevano parlato con me i partigiani si sono nascosti nel campo di grano che a quella stagione era molto alto, ed hanno aspettato il passaggio dell’auto, fu una grande confusione, l’auto accelerò fortemente scomparve, io con il cuore in gola arrivai a casa, Raccontai tutto a mia madre, mi sollecitò di ritornare dal mio padrone dicendo di non dire a nessuno quello che io gli avevo detto, ritornando verso casa già parecchi camion pieni di soldati tedeschi stavano nel luogo dell’attentato passai con la bicicletta con il cuore che mi scoppiava della paura, Arrivai a casa e seppi che un alto ufficiale era gravemente ferito, quel giorno stesso, i tedesche presero 20 ostaggi dal mio paese e altri dai paesi circostanti, incominciò per me e famiglia un incubo di terrore se i tedeschi avrebbero saputo che io avevo avuto quel contatto con quelli del attentato, nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo a tutti noi, Io per parecchie notti non riuscivo a dormire, per qualche ora riuscivo prendere sonno, Era sempre pieno di incubi, vedevo la mia casa che bruciava mio padre mia madre portati via mie sorelle che piangevano disperate, furono i giorni più lunghi della mia vita,
Le mie sorelle
Finalmente si seppe, l’ufficiale ferito stava riprendendosi e non mori, nessuno seppi mai di quel mio incontro con i partigiani, solo finita la guerra, dissi a qualcuno del paese ciò che era successo. Ricordo che si sentiva alla radio che gli alleati trovavano delle forti resistenze, le grandi battaglie del monastero di Monte Cassino, e tante altre località del centro Italia, le grandi fortezze volanti americane passavano sopra la nostra testa, andavano a bombardare le grandi città della Germania, era tutto un susseguirsi di notizie, ma nessuno era certo se fossero vere.Passò anche il 1944. L’inizio 1945 tutti eravamo in ansia, la speranza era solo una, che arrivassero al più presto possibile gli alleati.
Molte volte capitava di vedere nel cielo dei duelli aerei, sempre uno americano e un tedesco Le acrobazie erano spettacolari, le raffiche che si udiva erano molto chiare,
Però alla fine se ne andavano uno da una parte e una dall’altra. Non saprei dire la causa,
Forse finito le munizioni, il tempo passò sempre aspettando, io continuavo il mio lavoro, nel panificio, nonostante quanto era successo, tutte le notti con la mia bicicletta mi recavo al lavoro, si vedeva sempre più aerei da caccia americani che sorvolavano a bassa quota tenevano sotto controllo ogni piccolo movimento, perfino i carri agricoli trainati dai buoi venivano presi di mira e mitragliati, pensavano forse che fosse qualche trasporto di tedeschi perché camuffavano tutto per passare inosservati, si sentiva nell’aria che qualcosa stava cambiando, tutte le notti i partigiani scendevano e attaccavano nei paesi dove erano, sistemati i soldati, si capiva che loro non si sentivano più sicuri, anche noi non eravamo più con quella paura, venne quel giorno che arrivarono finalmente gli americani, ricordo di aver visto dei carri armati che nelle strane non asfaltate facevano un fragrante rumore, si piazzarono di fronte ai fabbricati, scuole e palazzi comunali dove erano asserragliati i tedeschi, che hanno sempre resistito agli attacchi dei partigiani durante la notte, ricordo con chiarezza che dopo qualche minuto che i carri armati si erano fermati, dalle finestre che si incominciavano ad aprirsi.
Si notavano delle bandiere bianche, se prima erano molto pochi i civili che spiavano per vedere quello che succedeva, da quel momento le strade le piazze si riempirono le campane a suonare, è stato qualche cosa indescrivibile, in un baleno non si pensava più ha quel terrore passato, tutto era una festa, mi ricordo di nuovo le parole di mio padreOra ci credo il fronte che avevano preparato non era necessario, la guerra è veramente finita.

Carissimi amici e amiche, sperando che tutto questo lo abbiate gradito.

Ora vi saluto con un forte abbraccio dal vostro sempre affettuoso amico

Tomaso