calendario con data e orologio



i tre gadget sopra

LETTORI FISSI

Visualizzazione post con etichetta la prima comunione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la prima comunione. Mostra tutti i post

giovedì 29 ottobre 2015

UN VECCHIO POST PER NON DIMENTICARE




BUONA SERATA AMICI ED AMICHE,
oggi vi racconto questa vecchia storia,
il vestito della prima comunione



oggi mi sento in vena di raccontarvi una semplice storia.
Che pubblicai molto tempo fa, credo che non tutti la conoscano.


Siamo negli anni difficili per tutti, 1937 - 1940, in un piccolo paese che vive a stento; il 90% degli uomini sono emigrati stagionali.
Una massaia per sbarcare il lunario cerca in tutti i modi di guadagnare qulche lira per i suoi cinque figli, facendo la lavandaia per i soldati alloggiati nei vecchi edifici delle scuole. La massaia lavava e stirava, utilizzando ed ogni minuto per il benessere della famiglia.



In quel periodo le scarpe costavano molto e i soldi non erano mai abbastanza.
Un giorno vidi quella signora con un vecchio copertone di bicicletta in mano, a un tratto chiamò uno dei bambini e gli misurò la pianta del piedino e con un vecchio coltello ben affilato ritagliò dei pezzi a forma di piedi; rimasi sorpreso quando vidi che stava lavorando con della vecchia tela di canapa e altri strani ritagli.
Due giorni dopo erano nati un paio di sandali. Fu una cosa geniale per tutta la famiglia, ne confezionò un paio, erano molto leggeri e ci si camminava comodamente.
Le voci si sparsero in fretta ed in paese tutti ne parlavano.
 Ogni giorno andavano a chiedere alla signora se poteva farne anche per loro e le portavano vecchie stoffe di tutti i tipi. La signora andò da un vecchio calzolaio e gli chiese se poteva avere una vecchia forma di ferro, quella dove si appoggiano le scarpe per ripararle. Il calzolaio guardò nel suo magazzino e le regalò uno di quei ferri. Ricordo come fosse ieri che la donna era felice. Aveva trasformato la piccola stanza dove viveva in un vero laboratorio pieno di forme e misure varie di piedi. Non aveva mai tempo per riposare; quel lavoro le dava una certa sicurezza per i suoi cinque figli.
Un giorno arrivò una signora considerata in paese una persona benestante, portò un pacco con della stoffa e disse: - Maria, guarda se con questa stoffa puoi fare un bel paio di sandali per me e le mie figlie.
Maria, che era il nome della signora che eseguiva questi lavori, esaminò attentamente la stoffa e disse: Tutto si può fare, ma questa stoffa non è duratura; se lei accetta io mi prendo questa staffa e le metto della tela molto resistente e di sicuro verrà bene.
La signora rispose che per lei andava bene.
Maria guardò quella stoffa e vide che era un pezzo molto grande e che forse avrebbe potuto realizzare qualcosa di molto importante.
In paese intanto si stavano facendo dei preparativi per i bambini, perché dopo qualche settimana ci sarebbe stata la prima comunione e tutti pensavano al vestito per i comunicandi.
Detto e fatto, Maria prese il bambino e si recò dal vecchio sarto che in paese faceva di tutto e gli chiese se la stoffa sarebbe bastata per un piccolo giubbino e un paio di pantaloni per il suo banbino che avrebbe fatto la prima comunione. Il sarto prese le misure e con diverse giunture quasi invisibili gli confezionò un vestitino carino. Venne il giorno della prima comunione e anche un povero bambino fece una gran bella figura. Questa storia sembra una favola, ma è una storia vera. Ve lo può testimoniare quel bambino, Perché quel bambino ero io. Tomaso  qui

venerdì 13 febbraio 2015

PER FINE SETTIMANA VI PROPONGO QUESTO VECCHIO POST DEL 2010

Prima di tutto auguro a tutti/e
un buon San Valentino, consiglierei
di continuare anche domani a 
dimostrare che ogni giorno 
può essere sempre San Valentino!

Buon giorno cari amici e amiche.
Mi trovo per il momento in mancanza 
di idee per nuovi post! ecco l'idea di
riproporre per coloro che forse non anno
letto questo vecchio post, di luglio 2010
di darle l'occasione di poterlo conoscere.

IL VESTITO DELLA PRIMA COMUNIONE

BUON GIORNO AMICI ED AMICHE,

oggi mi sento in vena di raccontarvi
una semplice storia.

Siamo negli anni difficili per tutti, 1937 - 1940, in un piccolo paese che vive a stento; il 90% degli uomini sono emigrati stagionali.
Una massaia per sbarcare il lunario cerca in tutti i modi di guadagnare qualche lira per i suoi cinque figli, facendo la lavandaia per i soldati alloggiati nei vecchi edifici delle scuole. La massaia lavava e stirava, utilizzando ogni minuto per il benessere della famiglia.
In quel periodo le scarpe costavano molto e i soldi non erano mai abbastanza.
Un giorno vidi quella signora con un vecchio copertone di bicicletta in mano, a un tratto chiamò uno dei bambini e gli misurò la pianta del piedino e con un vecchio coltello ben affilato ritagliò dei pezzi a forma di piedi dal vecchio copertone; rimasi sorpreso quando vidi che stava lavorando con della vecchia tela di canapa e altri strani ritagli.
Due giorni dopo erano nati un paio di sandali. Fu una cosa geniale per tutta la famiglia, ne confezionò un paio, erano molto leggeri e ci si camminava comodamente.
Le voci si sparsero in fretta ed in paese tutti ne parlavano. Ogni giorno andavano a chiedere alla signora se poteva farne anche per loro e le portavano vecchie stoffe di tutti i tipi. La signora andò da un vecchio calzolaio e gli chiese se poteva avere una vecchia forma di ferro, quella dove si appoggiano le scarpe per ripararle. Il calzolaio guardò nel suo magazzino e le regalò uno di quei ferri. Ricordo come fosse ieri che la donna era felice. Aveva trasformato la piccola stanza dove viveva in un vero laboratorio pieno di forme e misure varie di piedi. Non aveva mai tempo per riposare; quel lavoro le dava una certa sicurezza per i suoi cinque figli.
Un giorno arrivò una signora considerata in paese una persona benestante, portò un pacco con della stoffa e disse: - Maria, guarda se con questa stoffa puoi fare un bel paio di sandali per me e le mie figlie.
Maria, che era il nome della signora che eseguiva questi lavori, esaminò attentamente la stoffa e disse: Tutto si può fare, ma questa stoffa non è duratura; se lei accetta io mi prendo questa staffa e le metto della tela molto resistente e di sicuro verrà bene.
La signora rispose che per lei andava bene.
Maria guardò quella stoffa e vide che era un pezzo molto grande e che forse avrebbe potuto realizzare qualcosa di molto importante.
In paese intanto si stavano facendo dei preparativi per i bambini, perché dopo qualche settimana ci sarebbe stata la prima comunione e tutti pensavano al vestito per i comunicandi.
Detto e fatto, Maria prese il bambino e si recò dal vecchio sarto che in paese faceva di tutto e gli chiese se la stoffa sarebbe bastata per un piccolo giubbino e un paio di pantaloni per il suo bambino che avrebbe fatto la prima comunione. Il sarto prese le misure e con diverse giunture quasi invisibili gli confezionò un vestitino carino. Venne il giorno della prima comunione e anche un povero bambino fece una gran bella figura.
Questa storia sembra una favola, ma è una storia vera.
Ve lo può testimoniare quel bambino,
Perché quel bambino ero io.
Tomaso


Spero che il racconto lo  abbiate gradito.
Vi auguro a tutti un buon fine settimana,
dal vostro affezionato amico!!!


sabato 11 febbraio 2012

LE SORPRESE CONTINUANO

Carissimi amici e amiche la notizia del mio racconto con il quale sono arrivato primo è arrivata anche al mio paese natio.
Ecco qui cosa scrive per me un amico.
Professore Luciano Todero.

Oggi abbiamo il grandissimo onore
di aver conosciuto un nuovo scrittore:
Tomaso che di storie ne ha tante,
per la sua lunga vita da emigrante,
presto partito dal paese natio,
solo fidando in se stesso ed in Dio.
Certo allora la faccenda era seria:
emigrare oppure patir la miseria,
miseria nera ed ancora più truce
se la trovi là dove hai visto la luce
e dove aspettavi degna accoglienza.
Non fu così, lo accolse la partenza
per lidi ignoti per mondi lontani
a fare i lavori più duri e più strani
con il fardello, quello più pesante:
la nostalgia che ogni emigrante
si porta dietro della Patria ingrata.
Ma la vita, in fondo, ebbe fortunata,
dall’amore seguito della fida consorte
Danila che del suo cuore gli aprì le porte,
dai figli circondato con grande affetto
sotto, sia pure lo straniero tetto
collocato a Zurigo, sua città d’azione.
Ed ora scrive, con grande emozione,
la sua vita trascorsa, in terra straniera,
ma con il cuor che sempre anela e spera
di essere ancora di Sernaglia cittadino
da dove lo staccò, funesto destino.
Quando ritorna è grande la festa
che a Lui dintorno gioiosa si manifesta
con i parenti e gli amici più cari:
son bei momenti anche se rari
quando ritorna nel paese natale.
Ma ora in modo davvero eccezionale
alla penna affida le sue belle memorie,
affinché perdute non siano le storie
e le vicende di chi distante
la vita affrontò come emigrante
ed all’etere le affida, sicchè veloce
il mondo tutta la sua gentil voce
udire possa ed avere insegnamento
da chi il cuore sempre contento
ha saputo mantenere in ogni caso.
Per il tuo messaggio, grazie, Tomaso!

Con stima e simpatia. Luciano Todero
Col San Martino, 11 febbraio 2012

 Professore Luciano Todero e Signora

lunedì 6 febbraio 2012

UNA GRANDE SORPRESA

Carissimi tutti amici e amiche, poco fa una email mi a veramente sorpreso non avrei mai pensato che quello che mi diceva l'amica Fatachiara avesse una chiara ragione, non vi voglio annoiare in un lungo racconto ma solo di farvi vedere  questo link che giustifica la mia emozione.
Un abbraccio forte e sentito.
Tomaso 
http://artisti-amatoriali.forumattivo.com/t1016-categoria-racconti#10188

venerdì 30 luglio 2010

IL VESTITO DELLA PRIMA COMUNIONE


BUON GIORNO AMICI ED AMICHE,

oggi mi sento in vena di raccontarvi una semplice storia.

Siamo negli anni difficili per tutti, 1937 - 1940, in un piccolo paese che vive a stento; il 90% degli uomini sono emigrati stagionali.
Una massaia per sbarcare il lunario cerca in tutti i modi di guadagnare qulche lira per i suoi cinque figli, facendo la lavandaia per i soldati alloggiati nei vecchi edifici delle scuole. La massaia lavava e stirava, utilizzando ed ogni minuto per il benessere della famiglia.
In quel periodo le scarpe costavano molto e i soldi non erano mai abbastanza.
Un giorno vidi quella signora con un vecchio copertone di bicicletta in mano, a un tratto chiamò uno dei bambini e gli misurò la pianta del piedino e con un vecchio coltello ben affilato ritagliò dei pezzi a forma di piedi; rimasi sorpreso quando vidi che stava lavorando con della vecchia tela di canapa e altri strani ritagli.
Due giorni dopo erano nati un paio di sandali. Fu una cosa geniale per tutta la famiglia, ne confezionò un paio, erano molto leggeri e ci si camminava comodamente.
Le voci si sparsero in fretta ed in paese tutti ne parlavano. Ogni giorno andavano a chiedere alla signora se poteva farne anche per loro e le portavano vecchie stoffe di tutti i tipi. La signora andò da un vecchio calzolaio e gli chiese se poteva avere una vecchia forma di ferro, quella dove si appoggiano le scarpe per ripararle. Il calzolaio guardò nel suo magazzino e le regalò uno di quei ferri. Ricordo come fosse ieri che la donna era felice. Aveva trasformato la piccola stanza dove viveva in un vero laboratorio pieno di forme e misure varie di piedi. Non aveva mai tempo per riposare; quel lavoro le dava una certa sicurezza per i suoi cinque figli.
Un giorno arrivò una signora considerata in paese una persona benestante, portò un pacco con della stoffa e disse: - Maria, guarda se con questa stoffa puoi fare un bel paio di sandali per me e le mie figlie.
Maria, che era il nome della signora che eseguiva questi lavori, esaminò attentamente la stoffa e disse: Tutto si può fare, ma questa stoffa non è duratura; se lei accetta io mi prendo questa staffa e le metto della tela molto resistente e di sicuro verrà bene.
La signora rispose che per lei andava bene.
Maria guardò quella stoffa e vide che era un pezzo molto grande e che forse avrebbe potuto realizzare qualcosa di molto importante.
In paese intanto si stavano facendo dei preparativi per i bambini, perché dopo qualche settimana ci sarebbe stata la prima comunione e tutti pensavano al vestito per i comunicandi.
Detto e fatto, Maria prese il bambino e si recò dal vecchio sarto che in paese faceva di tutto e gli chiese se la stoffa sarebbe bastata per un piccolo giubbino e un paio di pantaloni per il suo banbino che avrebbe fatto la prima comunione. Il sarto prese le misure e con diverse giunture quasi invisibili gli confezionò un vestitino carino. Venne il giorno della prima comunione e anche un povero bambino fece una gran bella figura.
Questa storia sembra una favola, ma è una storia vera.
Ve lo può testimoniare quel bambino,
Perché quel bambino ero io.