SESTO CAPITOLO
Non avrei mai immaginato quanto bene mi sarei trovato dopo in caserma.
Lui un amatore di fotografia, andava li per far sviluppare le sue foto, quando capi che io lavoravo li in camera oscura, mi disse serio, lo sai che è vietato per un soldato, io impallidii,
Poi sorridendo mi disse, io vorrei darti una sanse, tu mi sviluppi delle foto che nessuno deve vedere, capii subito che lui era un vero donnaiolo, e cercava in me un complice, gli dissi subito, che su quel laboratorio io ero controllato,e non sarei stato libero di fare questo,
Mi disse che ne avremo parlato in caserma.
Aspettavo con ansia, cosa mi avrebbe detto il Tenente?
Più tardi venni chiamato in ufficio del Tenente, gentilmente mi fece accomodare, mi disse chiaramente che dovevo fare in modo di svilupparle le sue foto, perché erano cose personali,
Io le disse subito che per fare questo ci vorrebbe una camera oscura dove si possa lavorare.
Con chiarezza mi disse di chiedere che la stanza si poteva trovare, io quadrai in giro e gli disse, questa stanza sarebbe l’ideale, ce il tavolo grande ci sono le luci bastava cambiare le lampade speciali oscure il resto io potevo procurarlo cioè comperare un piccolo ingranditare e le diverse bacinelle per mette a bagno le foto per lo sviluppo il fissaggio, il problema dove io passo mettere questa attrezzatura, mi guardò sorridendo mi fece vedere un grande armadio,
E disse questo è il posto che ti occorre io mi interesso che da domani sia a tua disposizione.
Poi mi porto nella sala dove gli specialisti di tiro al giorno facevano scuola delle coordinate di tiro, e disse se tu pensi che qui puoi utilizzare questa stanza, gli dissi subito di si il tavolo geometrico dove facevano il disegni bastava inclinarlo orizzontale,
mettere la lampada speciale sul posto dove loro usavano per illuminare i disegni,
tutto mi sembrò realizzabile,
dalle ore 20.00 io avrei potuto usare quella stanza per fare quello che volevo.
Ottenni subito i permessi che potevo uscire dalla caserma quando volevo,
Ne approfittai subito, il giorno dopo procurai tutto quello che mi occorreva, avevo un permesso
speciale, T.S.T. termine , spettacolo, teatrale, cioè potevo rientrare anche dopo le ore 24.00.
Tutto prosegui molto bene in caserma tutti mi consideravano il fotografo della caserma, negli addestramenti esterni in montagna il mio lavoro dovevo solo seguire la colonna che trainava i pezzi cioè i cannoni e fare delle foto che poi le avrei sviluppate io in fretta perché il comando le voleva per pubblicarle sul giornale degli artiglieri di montagna.
Passarono i mesi si avvicinava il tempo per la fine del servizio militare, fui chiamato dal comandante della caserma mi disse che ne pensavo , se facevo una firma lui avrebbe fatto il resto mi garantiva che in tre mesi sarei stato caporal-maggiore e dopo sei mesi avrei potuto iniziare i corsi di sergente (sottoufficiale) furono giorni difficili, prendere una cosi difficile decisione,
Alla fine rinunciai, potevano capitare altri comandanti che sostituivano quelli attuali questo succedeva spesso, non ero sicuro che fosse cosi facile. Nel frattempo continuai ha studiare,
Volevo imparare certi sistemi di sviluppo e stampe di fotografie, i tempi di esposizione, e i getti di raggi di luci tramite obbiettivi simmetrici, c’èra tanto da studiare su questo ramo,
La teoria era necessaria per poi passare alla pratica facendo delle prove per poi poter costatare la riuscita delle prove.
Finalmente arrivò il congedo, io subito mi preparai stava iniziando una nuova vita, mi sentivo
Pieno di dubbi, come sarebbe andata? Ora non avevo più il laboratorio dove avrei potuto sempre chiedere spiegazioni, ero solo ma ci credevo, dovevo farcela.
Continua