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domenica 15 gennaio 2017

ALPINI DEL GRUPPO DI ZURIGO CHIUSURA ANNO 2016 PRANZO

Carissimi amici e amiche, come ogni anno noi chiudiamo il resoconto con un pranzo del gruppo, solo il direttivo queste foto vi fanno vedere che siamo allegri e contenti
ecco la vera polenta fatta da un bellunese
 un menu unico polenta e coniglio arrosto con sugo
come vedete siamo una bella compagnia il capo gruppo fa la foto
sulla sinistra ora ce il capo gruppo la cuoca a fatto la foto

Ora vi saluto sperando che anche questo post sia stato gradito,
dal vostro sempre affezionato amico,
Tomaso

mercoledì 11 gennaio 2017

RACCOLTA DELLE MELE NEL MONTELLO DAGLI ZII 1943

carissimi amici e amiche, ripensandoci credo che vi faro
nuovamente vedere questi miei racconti vissuti!!!

questo sarà l'ultimo dei miei racconti per il momento,
 ora sta arrivando altri post vari.

Ritorno sui miei ricordi del passato.

Siamo in piena seconda guerra mondiale, ricordo che nel 1943 periodo della raccolta delle mele avevo 13 anni, mia madre mi chiese di accompagnarla nel Montello, nel paese dove era nata aveva 2 fratelli e una sorella, la loro campagna era molto grande e ricca di alberi di melo, cosi mi portò con lei, abbiamo dovuto attraversare il Piave, non era una cosa facile, l'acqua tante volte può essere insidiosa e pericolosa, io da bambino imparai presto a nuotare e vi posso assicurare che sapevo cavarmela molto bene; in tante occasioni ho aiutato della gente per attraversare i diversi rami del Piave, nonostante fossi giovane mi ritenevo esperto su come prendere i rami del Piave; per attraversare bisogna conoscere ad occhio dove l'acqua accumula i ghiaioni e seguire attentamente il punto meno profondo, se si sbaglia ci si trova improvvisamente nell'acqua profonda e solo chi sa nuotare ne può uscire.

Sono sincero ho sempre rischiato molto nel fiume Piave sicuramente avevo un buon angelo custode.
Oggi, se ci ripenso, mi vengono i brividi, molti dicevano che ero un po’ matto.

Arrivati dai miei zii abbiamo visto che le mele erano abbondanti sotto gli alberi, erano moltissime cadute da sole e abbandonate per darle poi hai maiali, erano molto buoni i miei zii, non avevano tempo per raccogliere queste mele, cosi ci è venuta un'idea! Abbiamo organizzato con parecchie donne casalinghe i cui mariti erano tutti emigrati di andare un giorno a prendere queste mele che ci lasciavano prendere senza pagare niente.

Io in quel periodo facevo il garzone in un panificio e tutte le mattine alle 02.30 mi recavo a fare il pane e lavoravo circa fino le 11.00, un giorno fu deciso che appena io ritornavo dal lavoro di partire subito per il Montello, normalmente io al pomeriggio andavo dormire per riposare ma quel giorno rinunciai con piacere perché sapevo che quelle donne avevano molto bisogno.

Partiti a piedi e dopo circa 1 ora e mezza arrivammo
al Piave, non fu facile le donne e mia madre di seguirmi per attraversare, dovetti fargli vedere un paio di volte come attraversavo e come dovevano fare loro per seguirmi, fu una faticaccia accompagnare una alla volta fino all'altra sponda,
un'ora dopo eravamo tutti impegnati a riempire i sacchi di mele, fu veramente bello vedere e sentire le donne soddisfatte di come erano andate le cose.

Ci preparammo per il ritorno, sacchi in spalla, raggiunto il primo ramo del piave iniziarono i grandi problemi per passare l'acqua se anche non molto profonda, ma molto mossa a causa della corrente, accompagnai una donna alla volta fino all'altra sponda e poi con molto coraggio portai i sacchi di mele.

Ero felice di vedere le donne che mi ringraziavano con un forte sorriso.

Spero che anche questo racconto vi sia piaciuto, vi saluto il vostro sempre amico. 

Tomaso







domenica 8 gennaio 2017

IL VESTITO DELLA PRIMA COMUNIONE, RICORDO DEL 1937

PASSATE LE FESTE DI NATALE QUALCOSA CHE PIACE

Carissimi amici e amiche, vedendo che amate molto i miei semplici racconti, ho pensato di ripubblicare questo mio racconto vissuto, perché penso che non tutti lo abbiano visto, specialmente i ultimi arrivati nel mio amato blog.

IL VESTITO DELLA PRIMA COMUNIONE

BUON GIORNO CARI AMICI E AMICHE,

oggi mi sento in vena di raccontarvi una semplice storia.

Siamo negli anni difficili per tutti, 1937 - 1940, in un piccolo paese che vive a stento; il 90% degli uomini sono emigrati stagionali.
Una massaia per sbarcare il lunario cerca in tutti i modi di guadagnare qulche lira per i suoi cinque figli, facendo la lavandaia per i soldati alloggiati nei vecchi edifici delle scuole. La massaia lavava e stirava, utilizzando ed ogni minuto per il benessere della famiglia.
In quel periodo le scarpe costavano molto e i soldi non erano mai abbastanza.
Un giorno vidi quella signora con un vecchio copertone di bicicletta in mano, a un tratto chiamò uno dei bambini e gli misurò la pianta del piedino e con un vecchio coltello ben affilato ritagliò dei pezzi a forma di piedi; rimasi sorpreso quando vidi che stava lavorando con della vecchia tela di canapa e altri strani ritagli.
Due giorni dopo erano nati un paio di sandali. Fu una cosa geniale per tutta la famiglia, ne confezionò un paio, erano molto leggeri e ci si camminava comodamente.
Le voci si sparsero in fretta ed in paese tutti ne parlavano. Ogni giorno andavano a chiedere alla signora se poteva farne anche per loro e le portavano vecchie stoffe di tutti i tipi. La signora andò da un vecchio calzolaio e gli chiese se poteva avere una vecchia forma di ferro, quella dove si appoggiano le scarpe per ripararle. Il calzolaio guardò nel suo magazzino e le regalò uno di quei ferri. Ricordo come fosse ieri che la donna era felice. Aveva trasformato la piccola stanza dove viveva in un vero laboratorio pieno di forme e misure varie di piedi. Non aveva mai tempo per riposare; quel lavoro le dava una certa sicurezza per i suoi cinque figli.
Un giorno arrivò una signora considerata in paese una persona benestante, portò un pacco con della stoffa e disse: - Maria, guarda se con questa stoffa puoi fare un bel paio di sandali per me e le mie figlie.
Maria, che era il nome della signora che eseguiva questi lavori, esaminò attentamente la stoffa e disse: Tutto si può fare, ma questa stoffa non è duratura; se lei accetta io mi prendo questa staffa e le metto della tela molto resistente e di sicuro verrà bene.
La signora rispose che per lei andava bene.
Maria guardò quella stoffa e vide che era un pezzo molto grande e che forse avrebbe potuto realizzare qualcosa di molto importante.
In paese intanto si stavano facendo dei preparativi per i bambini, perché dopo qualche settimana ci sarebbe stata la prima comunione e tutti pensavano al vestito per i comunicandi.
Detto e fatto, Maria prese il bambino e si recò dal vecchio sarto che in paese faceva di tutto e gli chiese se la stoffa sarebbe bastata per un piccolo giubbino e un paio di pantaloni per il suo bambino che avrebbe fatto la prima comunione. Il sarto prese le misure e con diverse giunture quasi invisibili gli confezionò un vestitino carino. Venne il giorno della prima comunione e anche un povero bambino fece una gran bella figura.
Questa storia sembra una favola, ma è una storia vera.
Ve lo può testimoniare quel bambino,
Perché quel bambino ero io.
Tomaso Scarpel


Carissimi amici e amiche, spero che per chi lo aveva già visto 
avrà forse piacere di rileggerlo, per quelli che è la prima volta, 
Spero che vi sia stato di vostro gradimento.
Vi lascio un caloroso saluto, dal vostro sempre amico.
Tomaso

martedì 3 gennaio 2017

È ARRIVATA L'EPIFANIA CHE TUTTE LE FESTE PORTA VIA!!!

Carissimi amici e amiche anche questo 
anno arriva l'epifania, cioè la befana.
io auguro ha tutti una buona Epifania.
Vi faccio vedere un po di belle befane!





a tutti buon divertimento!!!
Tomaso

sabato 31 dicembre 2016

AUGURI AMICI E AMICHE E TUTTI QUELLI CHE PASSANO NEL BLOG

carissimi amici e amiche ecco giunto anche il
2017, io auguro con tutto il cuore ha tutti voi
un anno che porti ha tutti tanto bene e salute.

ora stappiamo una bottiglia per il brindisi


cin cin brindiamo tutti/e assieme


cin cin al nuovo anno 2017




ammiriamo Venezia la più bella città del mondo

come vedete la vita continua sempre con la speranza che il nuovo anno ci possa sorprendere
dandoci quella pace che il mondo da tanto aspetta.
io mi stringo ha tutti/e voi con un forte abbraccio
dal vostro sempre affezionato amico.
Tomaso

martedì 27 dicembre 2016

OGGI È ARRIVATO ANCHE IL MIO COMPIBLOG OTTO ANNI!!!

Carissimi amici e amiche, è incredibile, il tempo è volato
tanto in fretta che non me ne sono nemmeno accorto,
le tante preoccupazioni che mi avevano invaso
non mi avevano permesso di pensare a questo.

Ecco arrivato il tempo per ringraziarvi tutti, amici e amiche,
che ora incomincio ha pensare che il nuovo anno sta arrivando.
Già questa è un'altra cosa che devo ora pensare, ora vi saluto
con un forte abbraccio e ci risentiremo presto.
il vostro affezionato amico.
Tomaso