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LETTORI FISSI

mercoledì 1 maggio 2013

LA MIA VITO, 12° E ULTIMO CAPITOLO



DODICESIMO CAPITOLO
Passarono i mesi, il 14 ottobre 1965 nacque il secondo figlio un maschio di 4 kg

Il giorno del battesimo di mio figlio
Tutto sembrava andare avanti molto bene la Danila lascio il lavoro per tenersi i bambini con noi, la vita sembrava rosea, eravamo veramente felici, con il guadagno del lavoro delle foto potevo arrotondare bene la nostra esistenza.

figlio 2 mesi
Nuovi problemi sono nati quando il proprietario dell'appartamento dove abitavamo a Zurigo mi comunico che quel stabile veniva abbattuto per essere ricostruito e che avrei dovuto cercare un nuovo alloggio.

Un capodanno
Mi pare che sia un po' presto!

Un chitarrista in erba

Qui lo vediamo pistolero



Kloten  una prospera cittadina cera l'aeroporto internazionale li trovai un nuovo appartamento
di tre camere e mezza, in Italia si direbbe 4 vani.
Tutto andò bene 3 mesi dopo traslocammo a Kloten una cittadina a 10 km. da Zurigo.
Pur troppo dovetti rinunciare al lavoro delle foto il nuovo appartamento era di nuova costruzione non potevo rischiare di sviluppare foto cera il rischio di rovinare tante cose con l’acido chimico
A Kloten dato che la Danila custodiva i nostri bambini ci venne un’idea.
Tanti genitori cercavano delle famiglie private, la Danila prese 2 bambini uno di 3 anni e una bambina di 2 anni.
Questi bambini li portavano alla mattina molto presto e ritornavano a prenderli alla sera.
Un lavoro con molta responsabilità, ma che aiutava molto nel bilancio famigliare.

Venne finalmente una data importante cioè che dopo 10 anni di permanenza in Svizzera una legge federale dava il permesso di soggiorno classe C voleva dire che un straniero era libero di fare qualsiasi lavoro senza più avere un visto dalla polizia degli stranieri io subito pensai che il mio desiderio era quello di fare l'autista di mezzi pesanti così mi iscrissi a una scuola dove prima ci si preparava teoricamente è stato molto duro, dopo 6 mesi diedi l'esame e fui promosso a pieni voti una teoria molto approfondita sui motori a diesel e tutti i sistemi frenanti dei mezzi pesanti è stato per me il primo traguardo ora iniziava la pratica cioè la guida di diversi tipi di automezzi la Svizzera e sempre stata molti rigorosa su tutte le professioni, bisognava dimostrare che sei all’altezza di ogni situazione alla fine si riceve un certificato federale della tua abilità.

Anche qui sono stato un po’ fortunato nella fabbrica di colori dove ero operaio mi feci amico di un autista che portava il materiale fabbricato nella fabbrica nelle drogherie e nei magazzini di vendita cosi nei giorni che erano destinati al trasporto io andavo con lui e potevo guidare l’automezzo io fra quello e le ore di guida che dovevo fare in una ditta che aveva gli automezzi di diverse dimensioni feci la pratica mi ricordo quel giorno che ricevetti il permesso di guidare automezzi pesanti fu per me un grande giorno perché pensai di lasciare la fabbrica di colori per fare l'autista di grossi mezzi.

In fabbrica mi davano la possibilità di fare molto lavoro straordinario così tutti i sabati lavoravo per preparare il magazzino delle scorte dei colori di diverse  tonalità.

Però c’è sempre in me che ora che avevo il permesso di soggiorno senza più limitazioni avrei voluto fare il conducente di automezzi pesanti, non dovevo lasciare passare troppo tempo dopo di aver avuto la patente confederale senza guidare.

Un giorno presi una decisione guardai nel giornale e vidi che c'erano molte richieste di conduttori di automezzi pesanti, incominciai a telefonare alle imprese di trasporti.

Una settimana dopo avevo già concordato per fare il contratto di lavoro in una grande impresa di trasporti, avevano più di 100 automezzi divisi in diversi reparti, dai trasporti speciali alle autogru, proprio quello che sognavo.

Mi licenziai subito, le regole contrattuali qui erano che bisognava rimanere tre mesi dopo aver dato la disdetta, per fortuna l’impresa di trasporti mi a aspettato.

Ai primi di maggio 1967 iniziai il lavoro come autista per i primi otto giorni mi e stato assegnato un autista esperto tutto andò meglio del previsto, poi ricevetti un vecchio camion speciale con un impianto idraulico che faceva funzionare due enormi braccia contemporaneamente il mezzo tradotto in italiano si potrebbe dire cambio conteiner oppure aveva due braccia idraulici allungabili.
Dopo qualche mese venni chiamato in ufficio, infotmandomi che sarebbe arrivato entro sei mesi un nuovo automezzo e lo avrebbero dato a me, poi aggiunsero che avrei dovuto fare un corso di conoscenza del mezzo perché era un mezzo più grande di quello che avevo incominciato, la cosa mi lusingo molto anche perché mi dissero che dato la mia sempre disposizione se accettavo di fare di picchetto in caso di necessità anche di domenica se sarebbe stato necessario un automezzo.

Io accettai con entusiasmo anche perché questi servizi erano ricompensati con il doppio della paga, iniziò per me quel lavoro che piaceva tanto a me.





I miei bambini sul primo vecchio Saurer
che incominciai, quello che se vede sotto 
i piedi dei bambini  è per montare il spartineve

Questa foto la ho copiata dalla  diapositiva
 e nel copiarla noterete che è al rovescio
 Questa sottostante è la stessa girata da mio figlio
Arrivò l’inverno così mi misi in lista anche per il picchetto per l’aeroporto in caso di neve.

In questo lavoro lo iniziato nel 1967 fino il 1995 quando andai in pensione.

Ebbi la possibilità di scelta su quale reparto trasporti mi piaceva, scelsi reparto normale così tutte le sere potevo essere con la mia famiglia, solo nei casi di emergenza ero sempre presente, l’inverno specialmente per tenere sempre efficienti le piste dell’aeroporto.

Credo che ora possa chiudere il mio racconto della mia vita, dirò solo che sono stato fortunato ad entrare in una così grande impresa di trasporti dove ho potuto dimostrare le mie capacità in questo ramo che mi a dato la possibilità di dare alla mia famiglia e ai figli un avvenire.
Continuerò nel mio blog a pubblicare ricordi e foto dei miei viaggi che ho effettuato quando i figli erano grandi. Chi vorrà per curiosità vedere diversi automezzi può guardare in questo link.
http://www.ernstfall.ch/

Fine 
Un caro saluto, con un abbraccio forte.

martedì 30 aprile 2013

1° MAGGIO




Domani un giorno molto

importante! mi auguro 

che qualcosa cambi

e che per i giovani 

ci sia un avvenire

 Domani 1° maggio. 

Tante le manifestazioni 

nel mondo per richiamare 

il diritto al lavoro



 
NON DIMENTICHIAMO CIÒ CHE HANNO FATTO

Carissimi amici e amiche in questa occasiono voglio farvi vedere un  filmato molto vecchio che mio fratello Tiziano è riuscito a rintracciare, qui vedrete come era la situazione in quei difficili anni nel mio paese dove sono nato, noterete la solidarietà che esisteva tra gli emigranti. Erano gli anni, circa 38-40.  Buon divertimento carissimi amici e amiche.  Un abbraccio forte, il sempre vostro affezionato amico.












venerdì 26 aprile 2013

ANCORA UN PREMIO CHE MI ONORA




La cara amica fiore mi a donato questo bel premio 
LIEBSTER award, 
 la ringrazio di vero cuore. ora viene il difficile!!! 
Ci proverò

- Amo la natura
- Non chiudo le persiane  per ammirare sia il tramonto che l'alba
-Sono in vecchio goloso che ama molto i dolci
-Amo passeggiare alla sera, con la mia dolce metà
- Ora che siamo vicino ai figli aspettiamo sempre una loro visita
-Ci piace tanto i vecchi wester all'italiana con Giuliano Gemma
- Ora che non sentiamo più gli aerei dormiamo fino alle 9
-Appena alzato mi dedico almeno un'ora al mio blog
-Una ora lo dedico alle visite hai blog degli amici
- Ci preoccupiamo l'uno dell'altro se stiamo male
- Per chiudere posso dire che sono fortunato

http://fioredicollina.blogspot.ch/
Dono alla cara amica Fiore questa orchidea
come ricordo della finestra dei fiori   
dopo il trasloco dobbiamo vedere 
di trovare un posto che meritano

Rinuncio alle domante dei miei lettori.
Il premio lo dedico a tutti 
quelli che sono assidui lettori
Un forte abbraccio a tutti/e. 

mercoledì 24 aprile 2013

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

25 APRILE 1945 IO CERO

Buon giorno amici e amiche, 
Il 25 Aprile è un giorno veramente speciale, 
io che il 25 aprile 1945 avevo 15 anni 
lo vissuto intensamente, chi non cera non potrà
 mai capire cosa vuol dire la fine di un incubo!
 Ecco una foto di quei tempi!
Ricordo che quel pullover che indosso
non era ancora finito ci mancavano i bottoni,
la mia mamma me lo fissò con il filo.
( leggete la mia vita) 
li forse capirete cosa intendo dire. 
Non voglio allungarmi oltre. 
Un forte abbraccio a tutti/e. 

domenica 21 aprile 2013

CONTINUA IL RACCONTO DELLA MIA VITA

Carissimi amici e amiche, intanto che sistemiamo ogni cosa vi voglio far vedere il capitolo che segue, cioè l'undicesimo che sarebbe il penultimo.


UNDICESIMO CAPITOLO
Passarono i primi tre mesi il pancione di Danila cresceva sotto i miei occhi lei continuava ad andare a lavorare in fabbrica e si sentiva molto bene, in luglio nacque una bella bambina la abbiamo chiamata Manuela eravamo molto felici.
il giorno del battessimo
Passati i primi giorni ci rendemmo conto che arrivarono i grossi problemi, noi non potevamo tenere in casa la nostra bambina fummo costretti come la maggior parte dei miei connazionali Di portare la bambina in una casa nido si andava a trovarla al sabato e alla domenica fu molto duro accettare questa situazione ma non cera altre soluzioni. Tutte le sere io andavo a portare il latte che a sua volta estraeva la Danila con una piccola macchina a ventosa cosi la bambina veniva alimentata con il latte materno. A Natale prendemmo una decisione, andammo in Italia a parlare con mia mamma per vedere come meglio avremmo potuto fare ha noi interessava che la bambina crescesse in una famiglia dove avrebbe potuto avere più affetto, perché abbiamo notato che nelle case nido questo non potevano darle così d’accordo con mia madre abbiamo portato la bambina in Italia mia madre era contenta di far crescere la nipotina, essendo già nonna de 4 nipotini solo maschi si dedicò con tanto affetto ha questa nipotina. In primavera del 1960 decisi di acquistare una vettura di occasione, una FIAT 600 per poter meglio spostarsi ora aravamo in tre e la motocicletta non bastava più. La situazione di avere la bambina in Italia fu molto difficile accettare questa situazione al giorno durante il lavoro il tempo passava senza pensarci troppo ma alla notte era sempre più difficile. Intanto la bambina cresceva molto bene.
i suoi primi passi
Se anche la piccola aveva solo un anno mia mamma gli aveva insegnato a lavarsi da sola, mi diceva mia mamma che si divertiva con tutto. Fui costretto a fare la patente di guida Svizzera perché la patente Italiana non era riconosciuta dalla legge svizzera mi e stato facile ottenerla anzi questo mi a dato l’occasione di un lavoro supplementare il maestro di guida che mi portò per fare gli esami mi fece una proposta molte allietante vedendo che io ero molto bravo ad apprendere tante cose mi disse che lui cercava Un aiutante italiano per fare qualche ora di guida ai tanti italiani e spagnoli che lui non riusciva a preparare in tempo, fu così che dopo un po’ di preparazione dei documenti che lui aveva preparato iniziai, quasi tutte le sere dopo il lavoro della fabbrica facevo una ho due ore di scuola agli italiani e spagnole il sabato e pure la domenica, in più c'erano anche le foto. Dopo un paio di mesi mi resi conto che non potevo continuare con la 600 fiat cosi acquistai una 1100 fiat che era più adatta per quel lavoro tutto andava molto bene. Passarono cosi circa 7 mesi poi prendemmo una decisione in svizzera abbiamo capito che c'erano delle famiglie private che prendeva in custodia dei bambini durante tutta la settimana anche tutta la notte, siamo subito interessati per cercare non passò tanto tempo che abbiamo conosciuto una famiglia la signora era di origine italiana però nata in svizzera i suoi genitori erano di quelli venuti in Svizzera prima ancora della prima guerra mondiale avevano due maschi e desideravano tanto una bambina fu così che andammo in Italia a prendere la nostra bambina e affidammo a quella famiglia la portavamo alla domenica sera e si andava prenderla al venerdì sera.
L'inverno molto rigido del 1961-62 fu l'anno del grande gelo che anche il lago di Zurigo si ghiacciò completamente, ecco alcune foto storiche di quel straordinario evento.
Nel secolo scorso si ghiacciò due volte





fu per noi qualcosa che ci fece felici e
Inizio cosi un buon periodo quella famiglia educò la bambina molto bene intanto che la bambina cresceva gli spiegavano che il suo papà e la sua mamma erano a lavorare e che sarebbero venuti sempre a prenderla passarono 5 anni e posso dire che siamo stai molto fortunati. Un meraviglioso giorno mia moglie mi comunico che stava aspettando un bambino. Questa bella notizia mi riempi di gioia e cosi iniziammo una attesa che ci fece capire che avremmo dovuto cambiare tante cose prima di tutto la Danila avrebbe dovuto lasciare il lavoro io non avrei mai accettato che anche il figlio che stava per arrivare lo avremmo affidato ad estranei. La cosa ci favorì, il marito della signora che guardava la nostra bambina era un Perito chimico e lavorava in una fabbrica di colori, fu così che mi fece una proposta lui mi avrebbe fatto entrare in fabbrica come operai per la fabbricazione di colori a dispersione che stavano completando il reparto, fu così che tre mesi dopo iniziai il nuovo lavoro.
Continua 
Buon divertimento a tutti con un abbraccio.

giovedì 18 aprile 2013

PIANO PIANO CI STIAMO SISTEMANDO

Care amiche e amici, piano piano incominciamo a respirare.
Prima di tutto vi voglio ringraziare dei vostri commenti, che purtroppo non ho potuto rispondere come  normale faccio!!!
Non ho tanta voglia di scrivere ma non posso fare a meno di lasciarvi un caro saluto. Oggi che ho trovato un po di tempo vi voglio far vedere cosa ho lasciato e cosa ho trovato! la differenza della veduta da diversi punti. Qui sottostante potete vedere le foto.
Ho lasciato queste vedute





per trovare queste vedute






abbiamo molta luce, e molto verde.
Chiedi scusa a tutti/e se sono per molto tempo,
assente ma credetemi non si finisce mai!!!
appena avremo finito di sistemare tutto
nel nuovo appartamento,
 ritornerò il Tomaso di sempre.
Un abbraccio  forte forte a tutti/e.

venerdì 12 aprile 2013

LUNEDÌ 15 IL VERO TRASLOCO

Carissimi, eccomi per augurarvi 
un buon fine settimana.
Lunedì alle 8:00 arriva il camion 
trasporta mobili, così inizia il vero  trasloco
 dei mobili, poi ci sarà da sistemare 
 tutta la roba nel nuovo appartamento.
Spero che lunedì stesso mi venga anche
 messo telefono e internet cosi dopo 
aver tutto sistemano finalmente
potrò  riprendere la mia vita normale.
Vi lascio un caro saluto e un abbraccio.

domenica 7 aprile 2013

UNA SETTIMANA DIFFICILE PERCIÒ IL PC. RIPOSA

Carissimi amici e amiche questa settimana si presenta tutta molto occupata, causa che incominciamo a portare delle cose da un appartamento all'altro, perciò il mio blog resterà in silenzio, ritornerò appena sarà possibile.
Un abbraccio a tutti/e con sincero affetto.

giovedì 4 aprile 2013

ECCO IL DECIMO CAPITOLO

DECIMO CAPITOLO 
L'INIZIO DELLA MIA FAMIGLIA
 Ai primi di febbraio 1957 partimmo sapendo che sarebbe stata una vita difficile, ma eravamo insieme nel nostro cuore cera tanta fiducia di noi stessi, la fortuna ci ha un po’ assistito, arrivati a Zurigo abbiamo trovato subito un piccolo monolocale, in centro città. La Danila incominciò il suo lavoro come aiutante cuoca, io mi mise subito per cercare lavoro sperando prima possibile di trovarlo, poi di ottenere il permesso della polizia degli stranieri. Dopo aver girato da diverse fabbriche, finalmente una fabbrica panelli per insolazioni mi a fatto visitare i diversi reparti, stavo sulle spine ancora non mi avevano detto che mi avrebbero assunto, io lo speravo tanto anche perché avevo visto che c'erano tanti italiani in quella fabbrica, ritornati in ufficio arrivò un distinto signore, di sicuro era il direttore mi feci accomodare, parlava il perfetto italiano mi disse che mi avrebbero assunto dovevo solo aspettare un loro avviso oppure passare io, due giorni dopo, non aspettai il loro avviso avevo troppa fretta per sapere, lui mi aveva detto che avrei di sicuro avuto il permesso dalla polizia degli stranieri, così fu, tre giorni dopo iniziai a lavorare pieno di buona volontà. Dopo 2 settimane mi chiamarono in ufficio, il direttore mi disse che avevano pensato a me perché avevano visto che avevo molta iniziativa e che stava arrivando una nuova macchina per pressare il pannelli dove occorrevano 4 operai io sarei stato quello principale per il controllo del pannello di comando, ero molto emozionato, il direttore se ne subito accorto, mi disse questa è una grande famiglia e tutti siamo importanti, io sono il direttore ma per tutti sono Meier, gli risposi in tedesco quelle due parole che sapevo, jà herr Meier, mi fece un sorriso, non avrei mai pensato di aver trovato-Diciamo la fortuna la vita mi sembrò cosi bella, avevo molta paura che non durasse. Segui un corso per conoscere il funziona-mento di questa grande pressa, non immaginavo che fosse cosi facile controllare i vari interruttori e deviatori. Passarono i mesi e vedi che il mio lavoro in fabbrica andava bene, io e la Danila eravamo felici se anche rimaneva quel problema, non sapevamo ancora se la nostra nuova famiglia come si avrebbe potuto in-cominciare, i permessi restrittivi che offriva le autorità svizzere non erano tanto sicure, avere bambini erano problemi, pensammo di aspettare almeno un paio di anni. Il 1957 inizio bene io contento del mio lavoro, solo che non eravamo troppo contenti del lavoro della Danila, gli orari di lavoro ci portava via tanto tempo per noi. Era troppo tardi terminare tutte le sera alle 10.00 e oltre, comunque andava avanti lo stesso. Della gente che erano qui molto prima di noi ci informarono che c'erano delle possibilità di cambiare, bastava ottenere un certificato medico. In-cominciammo a parlarne con il dottore di famiglia, gli abbiamo fatto capire che la Danila causa questi orari si trovava molto depressa, e che il mangiare della cucina senza fissi orari le davo molto fastidio al suo intestino, così incominciarono visite di controllo per vedere se veramente lei ne soffriva, vedendo che la cosa andava un po’ alla lunga, chiesi io un colloquio con il dottore, molto gentile mi feci accomodare, subito mi disse signore quello che chiede è molto difficile. Lo guardai e gli dissi, lei ha famiglia? Mi rispose si! io ancora non ce lo! e non potrò mai averla fino quando mia moglie non avrà un lavoro normale, gli dissi siamo giovani noi vogliamo essere una vera famiglia e avere figli, se lei ha un cuore e pensa un po’ tutto sarà possibile. Mi guardò sorridendo e disse vediamo quello che posso fare, una settimana dopo la Danila fu chiamata ha una visita speciale,nella sede dell’istituto universitario, la cosa andò più facile dell’imprevisto, un certificato che dichiarava che per varie ragioni era autorizzata a cambiare lavoro, otto giorni dopo aveva già un permesso nuovo. Trovò subito un posto in una fabbrica dove lavoravano la lana. Passò il 1957 molto in fretta tutto incomincio ha sembrare meno difficile la Danila si trovò molto bene del suo lavoro, io al sabato per guadagnare qualche cosa in più lavoravo dal giardiniere che era rimasto molto contento di me l’anno precedente, non abbiamo fatto le ferie siamo rimasti sempre in Svizzera, anche quello per poter mettere da parte qualche franco in più. Rinunciammo di rientrare in Italia a Natale, io ero triste dovevo ammettere che il mio sogno di fare il fotografo si stava allontanando sempre più. All’inizio del 1958 acquistai una vespa 125 per poter meglio spostarmi quando andavo a lavorare, fu il primo passo che ci diede delle piccole soddisfazioni, alla fine settimana si andava a trovare conoscenti di Sernaglia special-mente il marito di mia sorella, lui era stagionale lavorava in un altro cantone ha circa 80 Km. Per poter guidare la vespa che faceva parte della categoria motociclette dovetti fare un esame di pratica e di teoria per ottenere la patente, la mia patente italiana della macchina non era riconosciuta in Svizzera, tutto andò per il meglio. Il mese di luglio 1958 andammo in ferie in Italia “ in vespa, 16 ore di viaggio, eravamo proprio matti cioè, ben forgiati” A Sernaglia capi che tutto il laboratorio che usavo prima non era più utile, così spedii tutto per la Svizzera, per poter sviluppare le negative e per stampare foto con l’ingrandito-re che usavo in camera oscura, fu come una grande avventura, se anche non avevo il permesso di esercitare come fotografo, ebbi un’idea che come dilettante avrei potuto fare qualche cosa, c’è un detto, “sei italiano! Arrangiati”. Cosi iniziò anche questo lavoro, al sabato e domenica facevo fotografie per degli italiani per esempio, battesimi prime comunioni e pure qualche matrimonio, per poter stampare le foto alla sera trasformavo la piccola cucina in camera oscura la Danila mi aiutava quando sviluppavo le foto ce sempre molto da fare la cosa più difficile era asciugarle avevamo risolto il problema mettendo le foto bagnate stese su dei grandi asciugamani poi coperte con altri asciugamani, al mattino erano bene asciugate, solo non le potevo farle lucide, questo lavoro era molto redditizio, dovevo stare molto attento di non lasciare ricevute, di denaro ricevuto per non rischiare delle salatissime multe. Alla fine di dicembre la Danila mi informo che era incinta, subito rimasi un po’ stordito, passato il primo momento mi sono sentito felice di diventare papà. Con questo sorriso Danila mi annunciò che stava aspettando un bambino. Un forte abbraccio a tutti/e, Tomaso

lunedì 1 aprile 2013

RIPRENDO I CAPITOLO DELLA MIA VITA

NONO CAPITOLO L’EMIGRAZIONE
Nel maggio 1955 partii per la Svizzera, fui anche felice perché li avrei trovato la mia cara fidanzata furono giorni difficili special-mente per me, il lavoro nei cantieri edili non era ciò che avrei voluto fare, ma con la forza della grande volontà andai avanti, la mia fidanzata lavorava in un grande ristorante come aiutante cuoca il suo lavoro iniziava alle 9 al mattino e terminava verso 21,00 io andavo sempre a prenderla per accompagnarla dove aveva una camera da una famiglia privata, parlavamo sempre di come si avrebbe potuto programmare la nostra vita, erano momenti molto difficili da una parte sognavo di tornare in Italia ma per ragioni finanziarie dovevo stare in Svizzera dove si guadagnava molto di più, cosi potei finire di pagare le tratte del mio impianto di laboratorio fotografico. Alla fine di ottobre io rimpatriai il mio permesso di lavoro era scaduto, mentre la mia fidanzata aveva il permesso annuo cioè rinnovabile ogni anni, per i stagionali era un’altra cosa bisognava avere un contratto nuovo ogni stagione, in Italia ripresi a fare ciò che facevo prima, ma la mia volontà era cambiata, pensavo alla mia fidanzata, era doloroso pensare di dover ripartire da zero, avevo visto che forse per un po’ di anni avrei potuto cercare di avere un lavoro fisso a Zurigo ma non era facile, l’inverno passò con il solito lavoro foto ai emigranti che tornavano alle loro manifestazioni , matrimoni battesimi prime comunione ecc. passato l’inverno ricominci-ava le partenze, io non ricevette nessun contratto per ritornare a Zurigo, in marzo parti lo stesso, arrivai a Zurigo cera la mia fidanzata che mi aspettava, solo quello mi dava una certa gioia, mi misi a cercare un lavoro trovai molta difficoltà, non mi arresi facilmente dopo vari tentativi trovai un lavoro da giardiniere, un lavoro per me tutto nuovo, cera solo la grande volontà di riuscire il mio datore di lavoro mi diede una bicicletta con la quale andavo nei diversi giardini privati delle ville dove si doveva preparare il giardino, alla sera mi dava l’indirizzo dove lui al mattino iniziava il suo lavoro era in giardiniere artigiano ero solo io l’operaio, imparai molte cose il datore di lavoro mi disse che ero bravo e che mi avrebbe fatto il contratto anche per l’hanno prossimo, non era questo quello che io desideravo, io volevo un lavoro con un permesso annuo dove sarei potuto restare sempre in Svizzera, non chiedevo dei miracoli ma solo fare una famiglia, con la quale rimanesse sempre unita. Tutte le sere mi trovavo con la mia fidanzata, già si programmava il nostro matrimonio, Arrivava l’autunno la mia fidanzata chiese il permesso di avere tre mesi di libero per l’inverno, Lo ottenne, era il 1956 avevamo già deciso il giorno del nostro matrimonio, il 24 gennaio 1957, Lo stesso giorno del suo compleanno, io ero un po’ preoccupato io volevo a tutti i costi un permesso annuo, cercai in un grande laboratorio fotografico ebbi un colloquio con il direttore, Mi fece vedere il laboratorio rimasi a bocca aperta vedere quella grande attrezza-tura erano in due tecnici che lavoravano mi fecero delle domande il direttore capi subito che ne capivo molto di camera oscura, mi fece un appunta-mento fra due giorni forse mi disse che poteva procurarmi il permesso di lavoro, io ero con il mio cuore alle stelle quando raccontai questo alla mia fidanzata, due giorni dopo mi recai per sapere come sarebbe andato per questo favoloso permesso, rimasi di ghiaccio quando mi disse che la polizia degli stranieri gli avevano negato il permesso, perché questo era un lavoro tecnico, per questo non lo ottenni, la mia preoccupazione era che non avrei mai fatto l’emigrante lasciando la mia sposa in Italia e io emigrare come stagionale, ricordavo un mio cognato che andava tutti gli anni all’estero e vedevo mia sorella sempre triste. Arrivò dicembre assieme ritornammo in Italia, tutto andò come organizzato, il 24 gennaio 1957, Fu celebrato il nostro matrimonio nella chiesa di Falzè di Piave fu una festa indimenticabile, "ecco alcuni foto fatte quel giorno" 

 
 

 Questo ragazzino è Tiziano
 Come viaggio di nozze andammo ha far visita alle amiche della mia sposa. Capriana in paese nel trentino nella Val di Fiemme cera 50 centimetri di neve faceva molto freddo quasi 20 gradi sotto zero ma eravamo felici, dopo circa un mese già ci preparavamo per ritornare in Svizzera. La mia sposa, cioè Danila aveva il suo lavoro sicuro, io invece avevo solo la grande e buona volontà di trovarmi un lavoro stabile, se anche sapevo che non era facile.
Continua 
Buona serate cari amici e amiche