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domenica 23 gennaio 2011

24 GENNAIO: UN GRANDE ANNIVERSARIO

Buongiorno, cari amici e amiche del mio Passato e Presente, oggi ricorre per me un anniversario speciale: il 54° anniversario di nozze (ed è anche il compleanno della mia dolce metà)Guardate cosa scrivevo in un newsgroup di amici il 24 gennaio 2007.

Questa mattina, a causa dell'emozione, mi sono alzato più presto del solito; vedendo che non riuscivo a riprendere sonno e per non disturbare la mia sposa, rigirandomi nel letto, ho voluto cominciare prima questa magnifica giornata; ecco ...

-24 gennaio 1934 in un paesino della pianura del Piave nel Veneto,
teatro storico della Prima Guerra Mondiale, nasce una bambina,
ottava di nove fratelli, le diedero il nome Danila.
-24 gennaio 1957 questa bambina divenne la mia sposa.
-24 gennaio 2007 festeggiamo le nostre nozze d'oro.
Dirò solo poche parole, l'emozione é troppo grande, mi scendono
lacrime di gioia ricordando tutto questo;
eravamo felici insieme! siamo felici insieme! saremo felici insieme!
finché morte non ci separi.
Aggiungo ero.. sono.. e sarò.. sempre un romantico sentimentale, sino alla fine dei miei giorni.
Cari amici e amiche, vi ringrazio infinitamente di avermi concesso la vostra
sentita e calorosa amicizia.

Tomaso da Zurigo.

Già dimenticavo di dirvi che sta nevicando ed é già tutto bianco,
temperatura - 2 gradi giusta temperatura da neve,
anche questo mi ricorda 50 anni fa, quando quel giorno c'erano 20 centimetri di neve.
Rinnovo il saluto
Tomaso.
_______________
Segue una breve clip del giorno delle mie nozze d'oro, quando Caterina Balivo, durante la trasmissione FESTA ITALIANA, volle darci gli auguri in diretta. Fu molto gentile, ma purtroppo sbagliò il numero degli anni di matrimonio ^__^
Troverete anche altre immagini dei festeggiamenti che si svolsero in un hotel, sul colle di Zurigo.


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domenica 16 gennaio 2011

CREDO CHE POSSO PASSARE AL CAPITOLO 2 DELLA MIA VITA


CAPITOLO 2

L’inizio della guerra sconvolse tutta la nostra già precaria esistenza sopravvivere per noi poveri era una battaglia quotidiana, vedevo mio padre due mesi all’anno soffrivo sentendo mia madre piangere ogni volta che era giunto il giorno della partenza, per la nuova stagione di lavoro, lo stato aveva programmato il razionamento dei generi alimentari non si poteva avere neanche un pezzo di pane senza il bollino 100 grammi al giorno, i soldi erano sempre pochi,
Per questo in casa e stato deciso che io terminato la quarta elementare di non continuare, il mio contributo alla famiglia era necessario, al giorno andavo nei boschi per cercare legna da far fuoco per il camino dove la mamma cucinava, altra legna occorreva per l’inverno, quei periodi gli inverni erano molto rigidi la neve veniva sempre abbondante già in novembre, sopravvivere era molto difficile ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo.

Nel 1941 ci comunicarono che il comune ci aveva assegnato una casa, casette B famigliare fatta costruire dal governo per dare alloggi ai molti emigranti che erano ritornati in patria dall’estero, causa la guerra, noi siamo stati fortunati, nonostante che la nostra famiglia non fosse prima stabilita all’estero. Erano ben fatte con l’acqua corrente e gabinetto in casa, credo che questa sia stata una cosa bella fatta dal regime fascista, un affitto molto ridotto, prendemmo possesso della casa in maggio, mia madre aspettava il quinto figlio che nacque in ottobre, una bocca di più da sfamare.

Sembrava che la nostra esistenza andasse un po’ meglio, ma era pura illusione,mio padre ritornò prima del previsto.

Quando nel 1942 mia madre con delle conoscenze trovo un posto di lavoro per me in un panificio in un paese a circa 5 Km. di distanza, la distanza non era tanto il problema, era che tutte le mattine molto presto dovevo recarmi al lavoro come garzone, l’ora che il panificio iniziava era alle 0,2 di notte io con una bicicletta mi recavo tutti giorni in estate e anche d’inverno all’inizio avevo un po’ di paura ma poi feci l’abitudine, intanto la guerra continuava,
le mie sorelle maggiori lavoravano nella filanda del paese dove lavoravano la seta,
Ogni primavera i contadini prendevano i piccolissimi bachi , mi ricordo che erano quasi invisibili mangiavano delle foglie di gelso era incredibile vederli crescere rapidamente, In tre - quattro settimane si gonfiavano e diventavano di un colore giallo quasi trasparente.
Era fantastico vedere che dalla sera alla mattina dopo li vedevi questi bachi che già iniziavano ha costruire del bozzolo che poi venivano portati da tutti i coltivatore in filanda dove le donne con speciale bagno nell’acqua calda iniziavano li sfilamento de quel piccolo sottile filo di seta.

L’inizio del 1943 non era cambiato niente le notizie che si sentivano non ci davano nessuna tranquillità si capiva che questa guerra stava diventando sempre più dolorosa, non passava un giorno che arrivava notizie di un soldato conosciuto del paese era rimasto vittima in Grecia oppure in Iugoslavia.
Io imparai tante cose su quel panificio dove ero stato assunto.

L’otto settembre, la radio annunciò che l’Italia firmò l’armistizio con gli alleati cioè i nemici di prima diventarono amici, i amici di prima diventarono i nemici, subito ci fu una grande festa.

Tutti pensavamo che l’incubo della guerra fosse finito.
Purtroppo fu l'inizio della vera tragedia, l’Italia si trovo divisa in due, il sud era con gli alleati mentre al nord c'era l’esercito tedesco, l’esercito italiano allo sbaraglio, gli ufficiali responsabili non erano stai informati, un vero panico.
I soldati scappavano dalle caserme cercando indumenti civili per poter raggiungere le proprie case e le loro famiglie, purtroppo coloro che le loro famiglie si trovavano al sud si sono fermati al nord dove erano alloggiati dalle famiglie volonterose.
Continua

sabato 15 gennaio 2011

TANTO PER PARLARE DEL CARO GUARDIANO

GENTILI AMICI E AMICHE VI SEGNALO UN INTERESSANTISSIMO ARTICOLO DEL GUARDIANO DEL FARO CHE PARLA DEL SUO INCONTRO CON TOTO',
IL PRINCIPE DELLA RISATA.
È COSI IMPORTANTE QUESTO INCONTRO CHE HO VOLUTO FARLO NOTARE,
SCRIVENDO IN ROSSO IL POST.
Un abbraccio a tutti/e,
Tomaso

venerdì 14 gennaio 2011

SI AVVICINA UN GRANDE ANNIVERSARIO - ECCO UNA POESIA INDIMENTICABILE

ECCO IL MIO CARO AMICO GUARDIANO COSA SCRISSE:
Poesia dedicata alle nostre Nozze d’Oro 24 gennaio 2007
Che lungo viaggio il vostro,
attraverso i sentieri della vita.
Luoghi del tutto inediti,
idiomi sconosciuti
strade spesso in salita
occhiate indifferenti;
e gli affetti, le usanze,
tutto ciò che lasciaste,
la memoria costante.
Mano nella mano,
forti di voi soltanto,
andaste avanti.
Niente poté fermarvi,
l'amore vinse tutto:
gli intoppi e la fatica.
Così succede a volte
agli esili virgulti
che sbattuti dal vento
s'intrecciano,
fondono i propri destini
e diventano una solida pianta,
generosa, dura da scalfire
e fonte di germogli.
E' certo che su voi brillò una stella
e ancor più scintillante
v' illumina quest'oggi.
Nigel Davemport
* * *
Caro amico Guardiano,
questa poesia l'ho sempre stretta al cuore sperando che ci rileggeremo ancora per molti anni. Tomaso

mercoledì 12 gennaio 2011

È ORA DI RITORNARE A PARLARE DEL PASSATO

Carissimi amici carissime amiche, passate le feste ora che ho difinitivamente messo la bella foto del mio amato blog, ho pensato che molti di voi credo che non hanno sfogliato i miei racconti della mia vita. Perciò voglio ripubblicare i racconti che ha fatto il mio blog il mio passatempo.
ECCO IL MIO CAPITOLO 1
Sono nato l’otto settembre 1930 da genitori poveri, ma con tanto orgoglio. Mio padre era del 1892 e mia madre del 1898. Io ero il penultimo di cinque figli.
Mio padre era un emigrante e tutti gli anni, in primavera, partiva per cercare lavoro. Andava in Francia, Germania, oppure in qualche località italiana dove era possibile trovarlo.
Quando avevo cinque o sei anni vedevo mio padre che alla fine di febbraio preparava le valige. Mia madre, con le lacrime agli occhi, gli raccomandava di stare attento perché il suo lavoro poteva essere pericoloso. Era manovale, ma si trovava anche in situazioni di rischio quando lavorava nelle gallerie ed esse franavano all’improvviso. Ricordo che quando lo accompagnavo alla corriera lo vedevo mascherare il dolore di dover lasciare la famiglia.
Nella piazza dove sostava la corriera erano in tanti che partivano, tutti con lo stesso problema: la sopravvivenza delle loro famiglie. La nostra era una zona di forte emigrazione, l’ottanta per cento degli uomini emigrava per lavoro stagionale.
La zona di cui parlo si trova ai piedi dei colli dei grandi vigneti del prosecco. Eravamo orgogliosi di chiamare quella località “Quartiere del Piave”. Infatti, dal mio paese natio alle sponde del Piave, ci sono circa tre chilometri. Dal 1915 al 1918 l’area che ho detto fu teatro della prima guerra mondiale. Mio padre ci partecipò come soldato. Lui era un vecchio fante. La nostra vita era piena di stenti, le donne aspettavano quel po’ di denaro che i mariti potevano spedirgli, facendo i lavori più svariati. Questi emigranti erano la spina dorsale dell’economia del paese. I loro lavori erano sempre molto faticosi. Ogni anno puntualmente qualcuno ci rimetteva la pelle e la comunità faceva rimpatriare la salma dello sfortunato emigrante a proprie spese.
La vita continuava sempre onestamente. Ricordo che, quando incominciai la scuola elementare, eravamo tutti contenti. Era l’epoca del fascismo ed entrai a far parte dei “Figli della Lupa”. Ad ogni piccola ricorrenza politica o istituzionale, si indossava un cinturone al ventre a forma di X sul davanti. Al centro, una grande M stava ad indicare Mussolini. Passò del tempo e a nove anni divenni Balilla, cambiando completamente la divisa: camicia nera con copricapo che rappresentava il littorio, tipico stemma del fascismo.
Nel 1938 lo stato iniziò una raccolta di oro per aiutare le casse vuote per le grandi spese per la guerra in Africa.
Tutte le massaie furono invitate in piazza del comune per fare dono delle loro fedi di oro,
lo stato le sostitui con delle fedi di metallo, una lega di rame e ottone, la partecipazione fu quasi totale
la propaganda aveva convinto la massa che questo fosse necessario e giusto.
Una cosa ricordo bene noi scolari delle elementari aravamo preparati che quando sie entrava e si usciva nelle aule si doveva fare un saluto speciale, non dare il buongiorno ma dire, vincere, la risposta era, vinceremo, purtroppo le dittature creano anche questo.

Nel 1940, con l’inizio della seconda guerra mondiale, cominciarono i grandi problemi per l’Italia.
Tomaso

Buona serata a tutti/e,
Tomaso

lunedì 10 gennaio 2011

UNA BELLA NOVITÀ, NEI BLOG

Cari amici ed amiche
 
ho il piacere di comunicarvi che da qualche mese collaboro ad un nuovo e simpatico blog fondato da Nuvoletta: "l'Angolo del sorriso" 
Qui sono presenti dei vecchi e cari amici, fra i quali Il Mandry, Cinzia, Buffalo e il Guardiano del Faro. 
Spero che vogliate seguirmi pure là per farvi quattro risate...perché l'atmosfera è davvero allegra e spensierata...
Affettuosamente
 
Tomaso

domenica 9 gennaio 2011

UN QUESITO PER TUTTI VOI, AIUTATEMI A DECIDERE

NUMERO UNO
il numero uno restera fino alla fine delle votazioni, poi quello che avrà più voti sarà fisso
NUMERO DUE

Carissimi amici e carissime amiche dopo aver provato e riprovato mi trovo con il dilemma!!!
Quale foto mettere???
Lo chiedo a tutti voi dandomi il vostro parere, ci sarà tempo fino il giorno 15 gennaio quello che avrà avuto più preferenze verrà messo per sempre come presentazione del mio blog.
Vi prego votate! e ancora votate! mi farete tanto piacere.
Vi lascio un caloroso saluto con un mio sentito abbraccio,
Tomaso

venerdì 7 gennaio 2011

CARI AMICI E AMICHE HO CAMBIATO LE SCRITTE DELLA FOTO DEL BLOG

Carissimi  tutti, anno nuovo vita nuova... Ho fotto un piccolo cambiamento sulla foto che rappresenta il mio passato e che spero di raccontare ancora tanto del futuro... Le ho dato il colore verde sogno della speranza.
Dandovi la buona notte vi lascio un forte abbraccio,
Tomaso
COME VEDETE  TUTTI QUANDO SI È VECCHI SI È ANCHE DELICATI E INQUIETI...
MIPARE CHE QUEL VERDE NON SIA TROPPO ADATTO, COSÌ ECCOLO BIANCO COME LO ERA SEMPRE STATO.   ditemi!!! vi piace!!!
Ora è tempo di darvi il buon giorno,
Tomaso

lunedì 3 gennaio 2011

NOSTALGIA DEL FARO! OGGI IL GUARDIANO MI A DATO QUESTO, GRAZIE INFINITE

 UN RICORDO DEL FARO VOGLIO RICORDARLO ANCHE ALL'INIZIO DEL NUOVO ANNO.  Molti di voi non conoscevano nemmeno questo blog collettivo che ci aveva tenuti uniti per più di 3 anni.  Oggi non so spiegarmi ho avuto una piccola nostalgia...
Buona serata cari amici e care amiche,
Tomaso

domenica 2 gennaio 2011

UN RICORDO DEL PRIMO GIORNO DELL’ANNO DEL PASSATO

Ritornando al primo dell’anno, mi è venuto in mente di raccontarvi ciò che accadeva a me la mattina del primo giorno.
Ritorniamo indietro nel tempo, negli anni 1945-46-47 io facevo il garzone in un panificio, in quel tempo non conoscevamo feste il panificio rimaneva chiuso 3 volte all’anno, cioè natale pasqua e il primo dell’anno, alla mattina del primo gennaio verso le 10.00 andavo alla Santa messa, la chiesa si trovava circa un Km. Da dove abitavo passando davanti alle abitazione ero chiamato per farmi gli auguri  e mi offrivano un bicchierino di grappa era l’unico alcool che conoscevo   quando arrivavo in chiesa per fortuna mi mettevo in ginocchio sul banco così ero sicuro che non sarei caduto!
Ero senza accorgermi sbronzo,
Quando ci penso ancora oggi rido da solo!!! Immaginate casa sarebbe successo quando la messa sarebbe finita come avrei potuto camminare essendo ubriaco di grappa, finita la messa rimanevo attaccata al banco, ero consapevole che se cercavo di muovermi sarei caduto, tutto mi girava intorno io rimanevo li fino quando non mi sentivo in grado di camminare, era ogni anno la stessa cosa
Credetemi non è una cosa inventata ma mi era successa a me, nessuno si chiedeva il perché poi venni sapere che pensavano che pregassi, il perché non andavo mai a messa io lavoravo sempre tutte le feste .
Il passato mi a dato tanto da imparare che ancora oggi mi bevo mezzo bicchiere di vino solo quando mangio di grappa la metto nel caffè per sentire un buon odore.  Mai più grappa pura.
Ecco perché io faccio spesso dei paragono con i giovani di oggi... Eravamo poveri ma sapevamo meglio sorridere alla vita! Oggi molti non sanno cosa vogliono per questo non sanno essere felici.
Chiedo scusa se il mio scritto non sarà chiaro da capire... Erano veramente altri tempi.
Tomaso