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mercoledì 11 febbraio 2009

Ecco il mio ultimo capitolo ( la mia vita ) Capitolo 12

DODICESIMO CAPITOLO

Passarono i mesi, il 14 ottobre 1965 nacque il secondo figlio un maschio di 4 kg lo abbiamo chiamato Bruno.

Il giorno del battesimo di Bruno
Tutto sembrava andare avanti molto bene la Danila lascio il lavoro per tenersi i bambini con noi, la vita sembrava rosea, eravamo veramente felici, con il guadagno del lavoro delle foto potevo arrotondare bene la nostra esistenza.

Bruno 2 mesi
Nuovi problemi sono nati quando il proprietario dell'appartamento dove abitavamo a Zurigo mi comunico che quel stabile veniva abbattuto per essere ricostruito e che avrei dovuto cercare un nuovo alloggio.

Un capodanno



Mi pare che sia un po' presto!


Un chitarrista in erba


Qui la vediamo pistolero


Kloten una prospera cittadina cera l'aeroporto internazionale li trovai un nuovo appartamento
di tre camere e mezza, in Italia si direbbe 4 vani.
Tutto andò bene 3 mesi dopo traslocammo a Kloten una cittadina a 10 km. da Zurigo.
Pur troppo dovetti rinunciare al lavoro delle foto il nuovo appartamento era di nuova costruzione non potevo rischiare di sviluppare foto cera il rischio di rovinare tante cose con l’acido chimico
A Kloten dato che la Danila custodiva i nostri bambini ci venne un’idea.
Tangi genitori cercavano delle famiglie private, la Danila prese 2 bambini uno di 3 anni e una bambina di 2 anni,
Questi bambini li portavano alla mattina molto presto e ritornavano a prenderli alla sera,
Un lavoro con molta responsabilità, ma che aiutava molto nel bilancio famigliare.

Venne finalmente una data importante cioè che dopo 10 anni di permanenza in Svizzera una legge federale dava il permesso di soggiorno classe C voleva dire che un straniero era libero di fare qualsiasi lavoro senza più avere un visto dalla polizia degli stranieri io subito pensai che il mio desiderio era quello di fare l'autista di mezzi pesanti così mi iscrissi a una scuola dove prima ci si preparava teoricamente è stato molto duro, dopo 6 mesi diedi l'esame e fui promosso a pieni voti una teoria molto approfondita sui motori a diesel e tutti i sistemi frenanti dei mezzi pesanti è stato per me il primo traguardo ora iniziava la pratica cioè la guida di diversi tipi di automezzi la Svizzera e sempre stata molti rigorosa su tutte le professioni, bisognava dimostrare che sei all’altezza di ogni situazione alla fine si riceve un certificato federale della tua abilità.

Anche qui sono stato un po’ fortunato nella fabbrica di colori dove ero operaio mi feci amico di un autista che portava il materiale fabbricato nella fabbrica nelle drogherie e nei magazzini di vendita cosi nei giorni che erano destinati al trasporto io andavo con lui e potevo guidare l’automezzo io fra quello e le ore di guida che dovevo fare in una ditta che aveva gli automezzi di diverse dimensioni feci la pratica mi ricordo quel giorno che ricevetti il permesso di guidare automezzi pesanti fu per me un grande giorno perché pensai di lasciare la fabbrica di colori per fare l'autista di grossi mezzi.

In fabbrica mi davano la possibilità di fare molto lavoro straordinario così tutti i sabati lavoravo per preparare il magazzino delle scorte dei colori straordinarioe tonalità.

Però c’è sempre in me che ora che avevo il permesso di soggiorno senza più limitazioni avrei voluto fare il conducente di automezzi pesanti, non dovevo lasciare passare troppo tempo dopo di aver avuto la patente confederale senza guidare.

Un giorno presi una decisione guardai nel giornale e vidi che c'erano molte richieste di conduttori di automezzi pesanti, incominciai a telefonare alle imprese di trasporti.

Una settimana dopo avevo già concordato per fare il contratto di lavoro in una grande impresa di trasporti, avevano più di 100 automezzi divisi in diversi reparti, dai trasporti speciali alle autogru, proprio quello che sognavo.

Mi licenziai subito, le regole contrattuali qui erano che bisognava rimanere tre mesi dopo aver dato la disdetta, per fortuna l’impresa di trasporti mi a aspettato.

Ai primi di maggio 1967 iniziai il lavoro come autista per i primi otto giorni mi e stato assegnato un autista esperto tutto andò meglio del previsto, poi ricevetti un vecchio camion speciale con un impianto idraulico che faceva funzionare due enormi braccia contemporaneamente il mezzo tradotto in italiano si potrebbe dire cambio conteiner oppure casscontemporaneamenteensioni.

Dopo qualche mese venni chiamato in ufficio econteinericarono che sarebbe arrivato entro sei mesi un nuovo automezzo e lo avrebbero dato a me, poi aggiunsero che avrei dovuto fare un corso di conoscenza del mezzo perché era un mezzo più grande di quello che avevo incominciato, la cosa mi lusingo molto anche perché mi dissero che dato la mia sempre disposizione se accettavo di fare di picchetto in caso di necessità anche di domenica se sarebbe stato necessario un automezzo.



Io accettai con entusiasmo anche perché questi servizi erano ricompensati con il doppio della paga, iniziò per me quel lavoro che piaceva tanto a me.


I miei bambini sul primo vecchio camion che incominciai,
quello che se vede sotto i piedi dei bambini è per montare il spartineve

Arrivò l’inverno così mi misi in lista anche per il picchetto per l’aeroporto in caso di neve.

In questo lavoro l’o iniziato nel 1967 fino il 1995 quando andai in pensione.

Ebbi la possibilità di scelta su quale reparto trasporti mi piaceva, scelsi reparto normale così tutte le sere potevo essere con la mia famiglia, solo nei casi di emergenza ero sempre presente, l’inverno specialmente per tenere sempre efficienti le piste dell’aeroporto.

Credo che ora possa chiudere il mio racconto della mia vita, dirò solo che sono stato fortunato ad entrare in una così grande impresa di trasporti dove ho potuto dimostrare le mie capacità in questo ramo che mi a dato la possibilità di dare alla mia famiglia e ai figli un avvenire.
Continuerò nel mio blog a pubblicare ricordi e foto dei miei viaggi che ho effettuato quando i figli erano grandi. Chi vorrà per curiosità vedere diversi automezzi può guardare in questo link.

http://www.ernstfall.ch/

Un caro saluto a tutti/e

Tomaso
FINE

15 commenti:

  1. Caro Tomaso hai lavorato tanto e hai avuto anche tanti soddisfazioni.
    Che bell'esempio ci hai portato con il racconto dei tuoi anni passati!
    E che bella famiglia!
    Complimenti di cuore, Tomaso :)

    RispondiElimina
  2. tomaso....
    grazieeeeee
    e buona giornata!
    un bacio!

    RispondiElimina
  3. Buongiorno care amiche, della vostra presenza, mi fa piacere sentire che guardate questo mio racconto.
    Oggi qui da me sta nevicando fortemente ed è molto freddo, un farte abbraccio ad entrambe per un po' scaldarci, a presto!
    Tomaso

    RispondiElimina
  4. un bel finale, dove traspare amore, costanza e saldi valori.
    Si dice bene, chi lavora aspetta premio, il tuo premio è quello di avere oggi una bella famiglia.
    Grazie...ora cosa ci racconti ancora di bello?

    Ti abbraccio.

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  5. Buon giorno Rosy, prima di tutto, grazie della tua gradita visita.

    Mi chiedi cosa racconterò, ancora non ho deciso ancora, ma credo che sarà un viaggio delle sorprese, Canada, Stai Uniti e per finire Londra.
    A rileggerti presto!
    Tomaso

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  6. Caro Tomaso,quanti bei ricordi!

    E che vita movimentata...

    Un abbraccio.

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  7. Si è stata molto movimentata cara Stella, ma i ricordi dell'ultimo capitolo, mi fa piacere ricordarli.
    Un grazie della visita,
    Tomaso

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  8. Una storia di un vero italiano!

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  9. Bello il vecchio camion!
    Buon fine settimana!

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  10. Buon giorno Caro Stefano.
    Pensa un po' quel vecchio camion è un Saurer, un modello 1948, in Italia si chiamava TRERÒ, un nome strano, mi ricordo bene che lo vedevo spesso che caricavano della ghiaia nel letto del Piave.
    Questi sono vecchi ricordi.
    Ciao.
    Tomaso

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  11. grazie per avermi permesso di sbirciare nei tuoi ricordi

    una vita dura la tua, durissima

    veramente sei un esempio da seguire per devozione, caparbietà, onestà

    ciao

    Vale

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    Risposte
    1. Cara Vale solo ora ho notato questo commento che mi hai fatto ne gennaio 2011.
      È un po tardi per dirti grazie che hai visitato i miei racconti di vita vissuta.
      Tomaso

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  12. Ora posso dormire serena leggendo isuoi ricordi ho rivissuto i racconti di mio padre grazie.

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    Risposte
    1. Cara Terry sono commosso nel leggere il tuo piccolo commento, tutti noi abbiamo avuto un passato molto difficile che con molta buona volontà abbiamo superato, oggi tutti i superstiti e anche quelli che non ci sono più, sono orgogliosi di sentire simile parole.
      Dato che sono qui vorrei dirti una cosa che nel tuo blog da un po ! per non dire molto! fastidio a che vuole lasciare un commento.
      Credo che ti farò una email per spiegarti meglio, un abbraccio forte forte.
      Tomaso

      Elimina

Benvenuti qui cari amici e amiche, se poi volete lasciare anche solo un saluto, sarà sempre molto gradito.