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domenica 29 dicembre 2013

BUON ANNO A TUTTI/E

BUON ANNO CARI AMICI
E AMICHE SPERANDO
CHE SIA LA VOLTA BUONA 
SPERO CHE TUTTI LO 
POSSIATE VEDERE
FINO ALLA FINE.
UN ABBRACCIO FORTE 

venerdì 27 dicembre 2013

FESTA GRANDE 5 ANNI DEL MIO BLOG

PASSATO IL NATALE QUALCOSA DI NUOVO
Carissimi amici e amiche come vedete sono passati già 5 anni invito tutti ad un brindisi con me sperando che passino ancora anni insieme a voi sempre sorridendo:) ovunque noi saremo.
Ora chi desidera avere questo ricordo può prelevarlo dal html sottostante e metterlo sul vostro gadget sidebar così sarò sempre con voi.
CLICCANDO SUI ANGOLI ALLA SINISTRA CAMBIATE PAGINA!!!
Spero che tutto questo vi piaccia e che vogliate conservare di ricordo di questo vecchio che vorrebbe restare ancora a lungo con tutti/e voi. Un abbraccio forte per sempre il vostro amico.


martedì 17 dicembre 2013

IL BUON NATALE CON LE ORCHIDEE

Carissimi amici e amiche come avevo 
promesso che prima di Natale avrei
 fatto vedere le nostro orchidee,
 come vedete sono tutte cresciute
qui da noi fioriscono sempre
 piano piano spesso passano dei mesi 
e non si nota nulla. Poi si incomincia  
vedere in piccolo germoglio e piano 
piano si forma il gambo che poi si allunga
fino a raggiungere fino i 30 centimetri.
come avrete notato è arrivato babbo natale



queste come vedete sono in piena fioritura

ora non resta che aspettare che pure 
queste rifioriranno

questa soprastante ci vorrà ancora dei mesi
questo piccolo video clip per farvi vedere
il nostro piccolo albero di Natale.
Augurandovi nuovamente buon Natale
vi abbraccio fortemente tutti  uniti.
il vostro sempre amica!!!

lunedì 9 dicembre 2013

QUESTE FOTO TUTTE PER VOI

Guardate un po cosa mi è arrivato
da una pronipote dal Canada.
Un omaggio a tutti coloro che amano
i nostri amici fedelissimi. 
Buon divertimento acarissimi tutti/e.























 Spero che queste foto vi siano veramente
piaciute! Un abbraccio a tutti/e

sabato 7 dicembre 2013

ILLARIO L'INIZIO DI UN RACCONTO SERIO

Carissimi amici e amiche, ora è arrivato il momento
di chiudere con le storielle dell'amico Illario
queste sono le ultime cinque e sicuramente
vi faranno nuovamente fare una bella risata.  

  STORIELLE E BARZELLETTE 4°
LE ULTIME, SPERANDO CHE NE
ARRIVINO ANCORA DAL CARO AMICO


26. In un paese di provincia è da tutti risaputa la poca serietà delle donne verso i propri mariti. Il parroco confessore, nonchè mediatore di questa non edificante situazione, aveva istaurato l’uso d’una metafora nell’accusa di questo peccato da parte del gentil sesso. Bastava dire : «Padre, sono caduta nella fontana!», ed il sacerdote capiva dando i dovuti consigli in merito.
Per esigenze diocesane avviene l’avvicendamento del pastore d’anime. Il nuovo parroco resta perplesso quando, nell’amministrare il sacramento della Riconciliazione, sente spesso ripetere: «Padre, sono caduta nella fontana!». Decide allora di intervenire al prossimo consiglio comunale dove, davanti a tutti i consiglieri, egli espone con calore la sua preoccupazione: «Bisogna provvedere urgentemente alla messa in sicurezza della fontana, dal momento che tante donne del paese vi cadono dentro!». Una risata generale accoglie la richiesta del sacerdote contagiando tutti i rappresentanti del popolo.
Costernato per l’ilarità suscitata dalla sua proposta, il sacerdote si avvicina al Sindaco e, con deferenza, lo informa: «Non so proprio cosa ci sia tanto da ridere, dal momento che sua moglie, questa settimana, vi è già caduta due volte!».

27. Il nuovo Sindaco, da poco eletto, sta rispondendo al questionario inviatogli dalla Prefettura. Prima domanda: esiste l’ambulatorio comunale? Risposta: sì. Seconda domanda: c’è il macello comunale? Risposta: sì. Terza domanda: sussiste l’ostetrica comunale? A questa domanda, il Sindaco rimane perplesso. Convoca l’assessore ed vice Sindaco (quest’ultimo, tra l’altro, svolge pure le funzioni di sacrestano) chiedendo loro lumi per la risposta. Il sacrista, dopo attenta riflessione, gli esprime il suo punto di vista: «Dovrebbe chiamarsi con questo nome quella macchinetta, tenuta in sacrestia, che serve per modellare le ostie della comunione».
Soddisfatto per aver risolto il rebus il Sindaco formula la risposta nel questionario: «Sì, l’ostetrica comunale sussiste, ma è a completa disposizione del Parroco».

28. Il Maresciallo ed il Brigadiere incontrano il parroco del paese. Notano con rammarico l’ingessatura del braccio sinistro rigidamente allacciato al collo. Premuroso l’ufficiale si interessa subito di come il sacerdote si sia infortunato. «Sono inciampato sul bidet», risponde il prete, dando una versione alquanto frettolosa e facendo capire di essere scivolato in bagno.
Mentre ritornano in caserma il superiore in grado chiede al subalterno: «Ma che cos’è il bidet?». «Cosa vuole che ne sappia io, signor Maresciallo! Da diversi anni, ormai, non frequento più la chiesa!».

29. Due ragazzi coetanei s’incontrano alla sagra del paese. Il primo, figlio di un noto mafioso, mostra orgoglioso la lupara ricevuta in dono dal padre per tale ricorrenza. Il secondo fa notare all’amico il bell’orologio al polso donatogli dal padre per la stessa occasione. Si sa come sono fatti i ragazzi; spesso sono imprevedibili! In un attimo decidono di scambiarsi i doni ricevuti ed ognuno ritorna felice a casa propria. Il primo mostra fiero al padre l’orologio scambiato con la lupara. Il genitore, furente, inveisce contro il figlio: «Ma, disgraziato, se vai per la strada e trovi uno che ti dice “cornuto” che cosa gli rispondi? Che sono le sei e mezzo?».

30. Un portalettere deve consegnare in Paradiso una raccomandata. Mentre S. Pietro cerca una penna per firmare, lui sbircia all’interno e nota con grande interesse lunghe file di lampade ad olio. Curioso, chiede allora ad un’anima bella, che si sta godendo il meritato premio, cosa significhi tutto ciò. L’interpellata gli spiega che le lampade raffigurano tutti i viventi e l’olio le opere buone che essi stanno operando sulla terra.
Un’occasione così il postino non se la poteva di certo lasciar scappare. Si fa indicare il suo lume, poi intinge con la mano nella lampada accanto e cerca di spostare più olio possibile nel contenitore delle sue opere buone. Mentre pregusta con soddisfazione il riempimento, ecco due schiaffi sonori arrivargli in faccia. Cosa era avvenuto? Era stata la moglie, per fargli smettere ciò che stava combinando. Egli, infatti, metteva la mano nel vaso da notte cercando di trasportare più liquido possibile per versarlo poi nella bocca della sua amata.

Carissimi tutti/e, Illario lo avete conosciuto 
in queste bellissime storielle, credo che non 
tutti sappiate chi è veramente, ora vi do 
l'occasione di conoscerlo meglio.
Aprite questo link sottostante e lo conoscerete.  


 Un abbraccio forte forte il vostro amico.


giovedì 5 dicembre 2013

UN VIDEO CHE CI RICORDA VECCHI FILM

Guardate e stupitevi! riprodotto film musical
Carissimi amici e amiche la settimana
scorsa siamo stati invitati nella scuola
cantonale dove avevano organizzato
uno spettacolo  fatto dai ragazzi e 
ragazze delle scuole, si tratta di un 
famoso spettacolo americano, 
io vi voglio far vedere questo piccolo
video fatto da mio figlio, già in mezzo c'è
pure la brava Enya la nostra nipote.

queste ragazzine hanno 12 anni 
credo proprio che un applauso lo abbiano
 veramente meritato. Spero che vi sia 
piaciuto un abbraccio forte a tutti/e.


domenica 1 dicembre 2013

ANCORA QUALCHE STORIELLA DELL'AMICO ILLARIO

Carissimi amici e amiche, per iniziare
bene la settimana, eccoci ancora 5
belle storielle dell'amico Illario
sicuramente aiuteranno un po a farci
ancora sorridere.
  
STORIELLE E BARZELLETTE 3°



21. Un bambino sta confessando le sue colpe. Dopo un primo elenco di peccatucci, si accusa di una mancanza per lui molto più grave: «Ho fatto le scarampetole». Il confessore, un po’ perplesso, chiede: «Da solo o con i tuoi compagni?». Ed il bambino: «A volte solo, a volte con i miei compagni». Il sacerdote insiste: «Di sera o di mattina?». «A volte di sera, a volte di mattina!». Il ragazzino intuisce la difficoltà di farsi capire. «Reverendo, se lei scosta la tendina del confessionale le farò vedere di che cosa si tratta!». Detto fatto il prete sposta la tenda e, con gran stupore, osserva il ragazzino che si esibisce in capriole. Due donne stanno attendendo il loro turno. Una si rivolge all’altra: «Signora Zanzè, lei ce le ha le mutande, vero? Altrimenti … sono guai se il confessore ci ordina una simile penitenza!».

22. Uno studente in ingegneria si presenta per sostenere un esame. Il professore gli chiede da che paese proviene e quali mezzi di locomozione ha usato per recarsi all’Università. Il laureando risponde di aver usato i mezzi propri per il primo tratto ed il treno per gli ultimi 80 Km. Il docente: «E se in treno fa caldo che cosa fai?». Risposta: «Prima mi tolgo la giacca, poi apro il finestrino». E l’insegnante: «Bene! Ora calcola: se il treno corre a 100 km. l’ora, quanti mc. d’aria possono passare nel tempo occorrente per arrivare in questa città?».
L’esaminando cerca di arrabattarsi fra diverse soluzioni. Alla fine, ammessa la propria incapacità per la risoluzione del quesito, saluta e se ne va.
Passando per la sala d’attesa incontra un suo amico che gli chiede dell’esame. Egli, un po’ sconsolato, gli racconta l’esito del colloquio. Arriva il turno dell’amico e, caso strano, gli viene rivolta la stessa domanda. «Quanta strada deve…. Se nel treno fa caldo…». E lo studente: «Mi tolgo la giacca oppure il maglione». Ma il professore insiste: «E se facesse molto, molto caldo?». «Guardi», lo rassicura lo studente, «io mi toglierei, la camicia, i pantaloni e se occorresse anche le mutande … di sicuro non aprirei mai il finestrino del treno!».

23. La conversazione si svolge nel bel mezzo di un momento di fraterna condivisione conviviale tra ufficiali dei carabinieri. Il capitano esordisce con grande soddisfazione: «Mio figlio sta preparando la tesi per la terza laurea. Ho promesso di regalargli un’auto veloce, la Golf, quando discuterà la tesi!». Ed il tenente: «Anch’io non ho motivo di lamentarmi dei risultati nello studio del mio ragazzo. Egli sta per laurearsi in ingegneria e non ha ancora compiuto venticinque anni. Per l’avvenimento gli regalerò una utilitaria!».
Il brigadiere scuote un po’ la testa e, sconsolato, confessa: «Il mio, invece, per quanto studi non riesce a superare gli esami. Quando si presenta agli appelli è sempre ben preparato, ma al momento dell’interrogazione dimentica tutto! Non so proprio cosa fare!».
I due ufficiali superiori di grado, in coro, gli suggeriscono: «Potresti regalargli una grande enciclopedia!». «Mai e poi mai! E’ meglio che vada a piedi!», risponde il sottoufficiale.

24. Una suora si presenta dal medico con il singhiozzo. Il dottore, dopo un primo superficiale esame, si mette alle spalle della religiosa pronunciando una frase veramente ad effetto: «Lei è incinta!» Lo sgomento è tale da provocarle un doppio sussulto. Il fastidioso disturbo è scomparso!
Ritornata in convento racconta alle consorelle il responso del dottore. Il giorno seguente si presenta dal sanitario la Madre Superiora, lamentandosi del male da lui provocato con l’intervento poco opportuno del giorno precedente. Il medico cade dalle nuvole: «Di quale male mi incolpa, Reverenda Madre? Con un semplice spavento, abbiamo ottenuto l’effetto immediato della guarigione!». E la badessa: «Sì, di questo le do atto, ma … purtroppo … il parroco … si è buttato dal campanile!».

25. Due persone di stretto credo politico s’incontrano. «Sai, ti vedo poco alle riunioni di partito!», dice il primo. E continua: «E’ un dovere partecipare, soprattutto per capire come il mondo funziona. Per esempio, tu sai dirmi chi è Obama?». «No!», risponde quasi seccamente l’interpellato. E l’altro: «Male, perché questo signore è il presidente degli Stati Uniti, ha un potere grandissimo tanto che un suo volere può scatenare un conflitto mondiale». L’amico cerca di tagliare corto: «Sì, va bene, cercherò di non mancare al prossimo incontro».
Dopo un po’ di tempo nuovo incontro: «Purtroppo non ti ho ancora visto in sede del partito!», esordisce il simpatizzante. Ed il collega di credo politico si giustifica: «Guarda, sono stato occupato per motivi vari!». Il primo prosegue: «Nella recente riunione si è discusso sulle incombenze che gravano sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tu lo sai chi è, vero?». La risposta è ancora negativa, ma il soggetto replica: «E tu, lo sai chi è Toni Sgubin?». L’altro cerca di rispondere: «Dal nome … si direbbe un pover’uomo, senza arte nè parte, … innocuo voglio dire!». «Eh no!, caro mio, il tipo in questione si intrattiene con tua moglie … mentre tu partecipi agli incontri politici!».

Buon divertimento a tutti, non ridete 
troppo vi potrebbe far star male:)
Buona settimana a tutti/e con un abbraccio. 


martedì 26 novembre 2013

MERCATINI DI NATALE

Carissimi amici e amiche
come ogni anno anche qui dove da poco
risiedo, la città ogni anno prima di Natale
organizza il suo mercatino, questo viene 
svolto all'interno del centro storico
nelle viuzze le bancarelle pieni di vari
oggetti fanno vedere le più strani cose
artigianali del posto qui sotto vi faccio
vedere qualche foto fatte da me 
solo per ricordo del Natale 2013.


 questa è una prova con il cellulare nuovo

le foto soprastante sono di giorno
quelle sotto fatte alla sera al buio







naturalmente non potevano mancare
questi due piccoli video clip


Vi auguro buon divertimento, non tutto è
venuto bene, specialmente alla sera le luci
facevano molti riflessi!!!
Un caloroso saluto il vostro affezionato amico.

venerdì 22 novembre 2013

RIECCO L'AMICO ILLARIO NUOVAMENTE

 Con l'arrivo della prima neve, voglio
farvi vedere le storielle dell'amico Illario

 come noterete il panorama è cambiato


STORIELLE E BARZELLETTE 2°


10. Nel medio Evo sta per essere eseguita l’esecuzione di un condannato. Tutto è pronto. Il recluso ha già salito le scale del palco quando arriva un messo a cavallo gridando: «Alt! Alt! E’ arrivata ora la grazia! Liberate il prigioniero!». Detto e fatto, l’uomo viene rilasciato. Appena liberato scende le scale dal soppalco e, mentre sta cercando di andare per i fatti suoi, arriva un nuovo cavaliere con un editto in mano e che urla: «Avete sbagliato! La grazia è per il secondo carcerato!». L’uomo, seccato, manifesta cosi il suo disappunto: «E adesso? Devo … rifare le scale?».

11. Il Sindaco, su parere della commissione edilizia, convoca un cittadino. Questi aveva presentato un progetto per la costruzione di una casa ad uso propria abitazione.
Il Sindaco esordisce: «Ecco …, noi vorremmo sapere come lei voglia dare a tutte le stanze una forma rotonda. Vede, secondo me e la commissione, ciò arrecherebbe tanto disagio nella distribuzione dei mobili, oltre ad un enorme spreco di spazio».
«Vede, signor Sindaco …», risponde l’interpellato, «ho preso questa decisione per ovviare alla richiesta di mia suocera: ella pretendeva che nella nuova casa, doveva esserci sempre un angolo per lei!».

12. Un paziente va dal medico con gli esami richiesti. Dopo aver valutato attentamente le analisi egli fa la sua diagnosi. Il malato ascolta un po’ perplesso il responso, poi obbietta: «Vede, dottore, lei è il terzo sanitario che mi propina una versione diversa sul mio stato di salute!».
Il medico tranquillizza il suo interlocutore: «Quando faremo l’autopsia, allora vedremo chi di noi tre avrà ragione!».

13. Un cliente entra in un ristorante ed ordina un piatto di minestra. Al momento d’essere servito nota che il cameriere tiene il pollice immerso nella fondina. E’ molto contrariato per tale atteggiamento, ma decide di soprassedere. Ma, non tace la seconda volta quando vede di nuovo il pollice dentro la porzione il purè di patate della seconda portata. Quasi furente chiede: «E’ mai possibile che per ben due volte lei intinga le dita nel mio cibo?». «Sa …», risponde l’interpellato, il dottore mi ha prescritto di tenere in caldo-umido il dito, essendo affetto da foruncolosi!».
L’avventore, ormai fuori di sé, gli grida: «Lo sa dove deve mettere il suo dito? Su quel posto!!!! Ha capito?».
Ed il cameriere: «Questo lo faccio quando sono in cucina, dove non mi vede nessuno, ma qui … non posso!».

14. Un tale esce miracolosamente illeso da un incidente stradale. Qualche giorno dopo viene coinvolto in un incendio della propria casa ed anche questa volta ne esce incolume tanto da chiedersi continuamente da dove arrivi tanta fortuna. Mentre meditando attraversa la strada, ecco sfrecciare una moto che lo sfiora di pochi centimetri, evitando di investirlo. Allora, quasi inveendo, sbotta:« Ma chi è questo qualcuno che protegge continuamente la mia vita?». Una vocina, quasi impercettibile, gli risponde: «Sono il tuo angelo custode». «Ah, sì? E quando mi sono sposato dov’eri? In ferie?».


15. In una casa di malati di mente sono scappate le “cocorite” dalla voliera.
Si aspetta l’imbrunire per cercare di recuperarle dal momento che erano tutte appollaiate sull’unico albero al centro del grande cortile. Il direttore fa salire su una scala uno dei malati in via di guarigione dandogli le direttive del caso. L’incaricato riesce ad agguantarne prima una gialla, poi una rossa. Il superiore, allora, gliene indica una dietro le spalle color verde. Ma lui, imperturbabile, risponde: «Ma, direttore, non vede che è ancora … cruda?».

16. Il dirigente di una casa di malati di mente, nota che, tra gli ospiti, c’è un certo interesse nel leggere un libro. Chiede ad un pensionato se la trama è bella. «Bellissima!», si sente rispondere. Gli domanda allora se può prestaglielo e l’altro: «Sicuramente! Però deve attendere ancora quindici giorni prima che arrivi il suo turno!». Finalmente riesce a mettere le mani sul tanto desiderato romanzo. Uno sguardo e … «Evviva! Evviva! Sono trenta giorni che cerco questo … elenco telefonico!».

17. Da una clinica psichiatrica sfugge al controllo un ricoverato. Questi, scambiando la lunga antenna della bandiera per il palo della cuccagna, sale fino in cima, poi incrocia le gambe come fanno i giocolieri del circo e lì rimane per ore.
Preoccupati di tale atteggiamento i medici ed il personale sanitario provano tutti gli argomenti per indurre il paziente a scendere, ma invano. Viene pure chiamato, come ultimo tentativo, il cappellano dell’ospedale il quale dapprima recita una preghiera, poi traccia un ampio segno di croce. In un lampo l’uomo scende.
Gli astanti si avvicinano, lieti che l’avventura sia finita nel migliore dei modi e chiedono al paziente come si sia persuaso a terminare questa bravata.
«Se sapeste quanta paura ho avuto quando quell’uomo vestito di nero mi ha fatto quel segno! O vieni giù, o ti taglio il palo …!».

18. Le tre persone della SS. Trinità ovvero Padre, Figliolo e Spirito Santo cercano un posto per andare in ferie. Il Padre esprime il desiderio di ritornare nel giardino dell’Eden, da dove è iniziata la storia dell’umanità. Il Figlio manifesta invece la sua intenzione di tornare in Palestina, dove è nato ed ha vissuto tutta la vita. Lo Spirito Santo, invece, suggerisce di andare in un posto nuovo, mai visitato. Ci pensa su e …: «Il Vaticano! Lì, sono sicuro di non aver mai messo piede!».

19. Correva l’anno 1946. Imperversava la campagna elettorale sul referendum: monarchia o repubblica? Un tale stava scrivendo a caratteri cubitali su un muro: “VIVA LA MON…..”. Si avvicina un carabiniere e gli posa una mano sulla spalla. Sorridendogli gli chiede: «Monarchico … vero?». Era nota a tutti la fedeltà dell’Arma al re. L’uomo si gira, guarda l’agente e con piglio sicuro e fiero risponde: «No, no….Veneto!».

20. Due coniugi, innamoratissimi, festeggiano il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio. Lo sposino (si fa per dire) chiede alla moglie se in tutti quegli anni lei non abbia mai avuto qualche tentennamento verso altri uomini. Lei, un po’ contrita, risponde: «Sai … ti ricordi quella volta che avevi chiesto un prestito in banca e mai ti veniva concesso? Beh, dopo una mia visita al direttore, il mutuo ti venne accordato, vero? Ed il marito: «Certo che mi ricordo! Ancor oggi non so come ringraziarti di questa tua azione nei miei riguardi! Solo una donna innamorata ha potuto sacrificarsi a tal punto per il marito!». «Veramente …», prosegue lei, «anche quella volta che era in bilico la fornitura di arredamento per quel grande albergo nel Kuwait! Se non ti fosse stata assegnata, la nostra fabbrica rischiava il fallimento. Io mi recai dal progettista e dopo quella visita le cose si sistemarono, ricordi?». «Eccome se mi ricordo! Te ne sono veramente riconoscente! Dove si trova una donna che per ben due volte, per amore del proprio marito, si presta a simili ricatti?. Ti voglio doppiamente bene!».
E la moglie, incoraggiata dai lusinghieri apprezzamenti: «Ecco … però … dovrei confessarti ancora che … quella volta che ti eri messo in politica … e ti mancavano trecento voti … per diventare sindaco …».

Spero che vi siate divertiti cari amici e amiche
Un abbraccio forte e sentito con sincero 
affetto dal vostro amico di sempre.


martedì 19 novembre 2013

LA SARDEGNA DEVASTATA, AIUTIAMO CON CIÒ CHE POSSIAMO FARE

Non so dove incominciare, mi sento male,
al solo pensiero di quanto sta succedendo
nella nostra cara Sardegna, quando penso
alle tante vittime e a quanti stanno soffrendo,
io posso pregare perché questa tragedia
presto finisca.

Un abbraccio a tutti/e specialmente a tanti
amici e amiche blogger che sono colpite
da questa tragedia.

sabato 16 novembre 2013

POESIA DI MIO FRATELLO TIZIANO

Carissimi amici e amiche, oggi
voglio farvi vedere una poesia
di mio fratello Tiziano

MILLENOVECENTOTRENTA
(Sernaglia, 8 settembre 2011)

In quel lontano millenovecentotrenta,
in quella piccola casa, così contenta,
con gran meraviglia
si fece grande festa in famiglia:
dopo tre femmine era arrivato
il secondo maschio tanto desiderato,
ma con quel poco che c’era da mangiare,
un’altra bocca da sfamare!
Quel maschietto appena nato,
come il nonno vien chiamato
per rispettare la tradizione
di generazione in generazione.
Cresceva tanto in fretta
che in pochi anni salì in bicicletta,
non per giocar,
ma per recarsi a lavorar.
Che lavoro poteva mai fare
in quel tempo per la famiglia sfamare?,
Solo quello che pochi volevano far,
e il panettiere si mise a far,
così alla famiglia il pane non è mancato
tempi duri, ma l’appetito assicurato.
Ma un brutto mattino
la Patria lo chiamò a far l'Alpino,
la naia può esser dura
se l'affronti con paura,
ma se accetti la vita che ti aspetta
il tempo passa tanto in fretta;
dimostratosi buon soldato
dall'ufficiale fu ben guardato,
non avendo più il permesso limitato
un nuovo lavoro si è inventato,
con la sua fantasia
divenne il fotografo della compagnia,
la naia terminò
ed in paese con passione uno studio avviò.
Il fotografo voleva fare,
ma in quel tempo pochi si facevano fotografare,
poco tempo e il suo sogno era svanito,
e per mangiare in Svizzera è partito,
da fotografo a manovale,
situazione un po’ paradossale, ma lui non demordeva
e di tutto faceva.
Lo raggiunse fino là
la sua futura dolce metà,
Pochi anni passarono
e la loro famiglia formarono,
con l'arrivo della figlia darsi più da fare bisognava:
di domenica i matrimoni fotografava,
alla sera scuola guida insegnava,
con l'arrivo del maschietto si fermò
ed il meritato riposo arrivò.
La vita tanto in fretta volò
  finché un bel giorno nonno diventò.
Un po' girovago per il mondo se ne andò,
anche da pensionato non si e mai fermato, 
alle sfilate alpine ha partecipato,
ed a girovagare ha ricominciato,
benché ottant’anni sono passati,
il suo giovane animo non è cambiato.
Guarda caso …
questo è mio fratello Tomaso.


Mi ha molto commosso,
spero che a tutti voi vi piaccia
Auguro a tutti/e un buon fine settimana.
Un abbraccio forte a tutti/e il vostro amico.