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martedì 28 febbraio 2012

RITORNO AI MIEI VECCHI VIDEO

Eccomi carissimi tutti/e che riprendo per farvi vedere questi piccoli spezzoni che con molta pazienza sono riuscito a fare, qui sotto vedete il Piave che in certi momenti faceva veramente paura per attraversare, poi poteva succedere come se ben notate ero entrato con la macchina fino al primo ramo E quando sono ritornato fuori si era formato un piccolo ramo che ho dovuto attraversare con la macchina per fortuna non era tanto profondo altrimenti avrei avuto bisogno di qualche contadino che mi avrebbe aiutato trainandomi fuori con il trattore.



1972
Guardate questo piccolo spezzone fatto a Venezia, come vedete abbiamo preso un  motoscafo a piazza San Marco per andare all'isola di Murano per visitare i forni dove lavorano il vetro.
Poi una passeggiato per le piazze, Venezia è sempre bellissima. 
1972
Buon divertimento a tutti/e.

    Tomaso

domenica 26 febbraio 2012

INTERROMPO I VIDEO PER QUESTA NOTIZIA

SE VI RICORDATE   http://lavostraarte.blogspot.com  DA LI È PARTITA UNA BELLA INIZIATIVA  DELLA MOSTRA PERSONALE DI MATTEO TAFFURI.
 Ecco la brava nostra Carla Colombo

Carissimi amici proprio ieri mi è arrivato il premio che il bravo artista fotografo Matteo Taffuri mi ha spedito come premio come fisso commentatore delle sue belle opere.
Come vedete la foto la ho semplicemente riprodotta con la mia SONY il risultato è ottimo, giudicate voi.
Ringrazio il caro Matteo Taffuri che è stato seriamente di parola.
Tomaso 


Ecco qui sotto la foto del bravo Matteo Taffuri


sabato 25 febbraio 2012

COME ERA JESOLO 50 ANNI FA, VIDEO

Eccomi amici e amiche continuo a provare se riesco farVi vedere il passato con dei piccoli video fatti da amatore.
Buon divertimento se riuscite a vedere qualcosa.

Tomaso 





venerdì 24 febbraio 2012

RIMANENDO SU TEMA DEI RICORDI





Carissimi è mezza giornata che provo per mettere assieme un vecchio filmino fatto negli anni 60 ancora quando si usava la pellicola spero che si veda qualcosa, è un pezzo di storia qui si nota un compleanno della mia figlia Manuela poi noterete me la Danila  e i miei genitori per finire c é pure Tiziano il mattacchione.
Tomaso

martedì 21 febbraio 2012

DUE FOTO, PASSATO E PRESENTE

Carissimi amici e amiche forse qualcuno di voi avrà notato che da qualche tempo un commento anonimo spesso viene a farmi visita, guardate sulla vostra destra quella bambina dopo il cucciolo del Leone, questa foto è stata falla nel 1954 al circo Togni a Milano.
Questa foto fa parte del passato.


Guardate qui sotto quella bambina e quella signora che bene si distingue la somiglianza anche dopo molti anni, qui siamo a Toronto queste due nipoti sono quelle che molto spesso mi fanno visita al mio blog, entrambi figlie di un fratello della mia dolce metà.  Questa foto invece è il presente.


Quasi tret'anni fa feci questa foto alla grande torre di Toronto, possiamo dire che anche questa fa parte un po' del passato.



Guardate questa foto fatta recentemente come vedete la torre non sembra molto alta i grandi grattaceli la circondano.
Come vedete ora siamo nuovamente al presente.
Un caro saluto a tutti, il vostro sempre amico.
Tomaso


giovedì 16 febbraio 2012

QUANDO SAN REMO ERA SAN REMO

Carissimi amici e amiche non ce lo fatta a tacere vedendo che pure quest'anno arrivano come sempre le grandi polemiche,
io ho vissuto i primi anni di San Remo! quelli si! erano i veri festival della canzone italiana, San Remo era denominato anche il festival dei fiori, quante case sono cambiate...
Buona serata a tutti cari amici e amiche.

     Tomaso




lunedì 13 febbraio 2012

UNA BELLA STORIA, FAVOLA! OPPURE! UNA STORIA VERAMENTE VISSUTA!

Siamo nel tema dei ricordi, non riuscendo dormire questa notte mi sono ricordato che la mamma
a noi bambini ci raccontava una storia non ricordo però se fosse una favola oppure vera, eccola.
un certo Giuseppe (bepi) una mattina se mise il sacco in spalla pieno di grano per andare al mulino per farlo macinare il mulino si trovava a circa 5 km, di distanza, lungo il viaggio parecchia gente la guardava con sguardo strano, quasi arrivato al mulino incontra il suo compare, e gli chiede, hai il tuo asino ammalato? no lui rispose, il compare gli  disse perché non sei venuto con l'asino? Accidenti mi sono dimenticato di prenderlo!
Senza riflettere si girò e ritornò indietro lungo la strada tutti si chiedevano ma cosa fa bepi  questa mattina.
Dopo quasi arrivato trova la comare e gli chiede, cosa fai con il sacco del grano in spalla, vado prendere l'asino che poi me lo porta al mulino...
Non so come chiamarla questa storia ma la ricordo molto bene, spero vi sia piaciuta.

      Tomaso

sabato 11 febbraio 2012

LE SORPRESE CONTINUANO

Carissimi amici e amiche la notizia del mio racconto con il quale sono arrivato primo è arrivata anche al mio paese natio.
Ecco qui cosa scrive per me un amico.
Professore Luciano Todero.

Oggi abbiamo il grandissimo onore
di aver conosciuto un nuovo scrittore:
Tomaso Scarpel che di storie ne ha tante,
per la sua lunga vita da emigrante,
presto partito dal paese natio,
solo fidando in se stesso ed in Dio.
Certo allora la faccenda era seria:
emigrare oppure patir la miseria,
miseria nera ed ancora più truce
se la trovi là dove hai visto la luce
e dove aspettavi degna accoglienza.
Non fu così, lo accolse la partenza
per lidi ignoti per mondi lontani
a fare i lavori più duri e più strani
con il fardello, quello più pesante:
la nostalgia che ogni emigrante
si porta dietro della Patria ingrata.
Ma la vita, in fondo, ebbe fortunata,
dall’amore seguito della fida consorte
Danila che del suo cuore gli aprì le porte,
dai figli circondato con grande affetto
sotto, sia pure lo straniero tetto
collocato a Zurigo, sua città d’azione.
Ed ora scrive, con grande emozione,
la sua vita trascorsa, in terra straniera,
ma con il cuor che sempre anela e spera
di essere ancora di Sernaglia cittadino
da dove lo staccò, funesto destino.
Quando ritorna è grande la festa
che a Lui dintorno gioiosa si manifesta
con i parenti e gli amici più cari:
son bei momenti anche se rari
quando ritorna nel paese natale.
Ma ora in modo davvero eccezionale
alla penna affida le sue belle memorie,
affinché perdute non siano le storie
e le vicende di chi distante
la vita affrontò come emigrante
ed all’etere le affida, sicchè veloce
il mondo tutta la sua gentil voce
udire possa ed avere insegnamento
da chi il cuore sempre contento
ha saputo mantenere in ogni caso.
Per il tuo messaggio, grazie, Scarpel Tomaso!

Con stima e simpatia. Luciano Todero
Col San Martino, 11 febbraio 2012

 Professore Luciano Todero e Signora

venerdì 10 febbraio 2012

UN NUOVO RACCONTO VISSUTO

Carissimi amici e amiche, vedendo che tutti amano molto leggere i miei racconti di vita vissuta, oggi vi faccio vedere una storia del 1943, questa non l'ho mai scritta fino oggi, neanche nei capitoli della mia vita, come tutti sapete certi ricordi vengono a galla nella età avanzata.

Spero che vi piaccia questo breve episodio.


Ritorno sui miei ricordi del passato.

Siamo in piena seconda guerra mondiale, ricordo che nel 1943 periodo della raccolta delle mele avevo 13 anni, mia madre mi chiese di accompagnarla nel Montello, nel paese dove era nata aveva 2 fratelli e una sorella, la loro campagna era molto grande e ricca di alberi di melo, cosi mi portò con lei, abbiamo dovuto attraversare il Piave, non era una cosa facile, l'acqua tante volte può essere insidiosa e pericolosa, io da bambino imparai presto a nuotare e vi posso assicurare che sapevo cavarmela molto bene; in tante occasioni ho aiutato della gente per attraversare i diversi rami del Piave, nonostante fossi giovane mi ritenevo esperto su come prendere i rami del Piave; per attraversare bisogna conoscere ad occhio dove l'acqua accumula i ghiaioni e seguire attentamente il punto meno profondo, se si sbaglia ci si trova improvvisamente nell'acqua profonda e solo chi sa nuotare ne può uscire.

Sono sincero ho sempre rischiato molto nel fiume Piave sicuramente avevo un buon angelo custode.
Oggi, se ci ripenso, mi vengono i brividi, molti dicevano che ero un po’ matto.

Arrivati dai miei zii abbiamo visto che le mele erano abbondanti sotto gli alberi, erano moltissime cadute da sole e abbandonate per darle poi hai maiali, erano molto buoni i miei zii, non avevano tempo per raccogliere queste mele, cosi ci è venuta un'idea! Abbiamo organizzato con parecchie donne casalinghe i cui mariti erano tutti emigrati di andare un giorno a prendere queste mele che ci lasciavano prendere senza pagare niente.

Io in quel periodo facevo il garzone in un panificio e tutte le mattine alle 02.30 mi recavo a fare il pane e lavoravo circa fino le 11.00, un giorno fu deciso che appena io ritornavo dal lavoro di partire subito per il Montello, normalmente io al pomeriggio andavo dormire per riposare ma quel giorno rinunciai con piacere perché sapevo che quelle donne avevano molto bisogno.

Partiti a piedi e dopo circa 1 ora e mezza arrivammo al Piave, non fu tanto facile convincere le donne e mia madre di seguirmi per attraversare, dovetti fargli vedere un paio di volte come attraversavo e come dovevano fare loro per seguirmi, fu una faticaccia accompagnare una alla volta fino all’altra sponda, un'ora dopo eravamo tutti impegnati a riempire i sacchi di mele, fu veramente bello vedere e sentire le donne soddisfatte di tutto questo.

Ci preparammo per il ritorno, sacchi in spalla, raggiunto il primo ramo del piave iniziarono i grandi problemi per passare l'acqua se anche non molto profonda, ma molto mossa a causa della corrente, accompagnai una donna alla volta fino all'altra sponda e poi con molto coraggio portai i sacchi di mele.

A sera inoltrata siamo arrivati a Sernaglia tutti stanchi sfiniti ma contenti di avercela fatta.

Questa è una storia vera vissuta dal sottoscritto, quel ragazzo tredicenne ero io

Tomaso Scarpel



lunedì 6 febbraio 2012

UNA GRANDE SORPRESA

Carissimi tutti amici e amiche, poco fa una email mi a veramente sorpreso non avrei mai pensato che quello che mi diceva l'amica Fatachiara avesse una chiara ragione, non vi voglio annoiare in un lungo racconto ma solo di farvi vedere  questo link che giustifica la mia emozione.
Un abbraccio forte e sentito.
Tomaso 
http://artisti-amatoriali.forumattivo.com/t1016-categoria-racconti#10188

giovedì 2 febbraio 2012

PER NON DIMENTICARE I PARENTI DELLA DANILA CANADESI

Carissimi amici e amiche credo che dopo avere parlato della famiglia Breda sia giusto che vi presenti i tre fratelli della Danila.

Nel 1955 Lino Breda nato a Falzè di Piave emigro in Canada  fu una decisione molto dolorosa dopo la morte del padre da un infarto la famiglia si sgretolò e tutti presero una strada  lui arrivato in Canada  prima fece il boscaiolo al nord  poi dopo un anno arrivò a Toronto aveva quadagnato abbastanza per rimpatriare ma volle restare per provare a se stesso che il Canada è grande e lui con la sua passione da macellaio imparato da suo padre apri una macelleria e diede il nome Piave, la vita incominciava dare i suoi frutti così chiamò la sua fidanzata e si sposarono due anni dopo.

Intanto la fortuna lo asssesti e dopo una macelleria divennero due, nel 1957 chiamo il fratello Gildo 1923 che subito parti per Toronto la cosa diventò molto importante che presero un grande macello ele diede anche nome Piave, dove ogni settimana macellavano centinaia di capi di bestiame, 2 anni dopo il fratello Mario 1921 lo raggiunse  cosi la ditta Piave diventò un grande macello. con degli  camion frigorifero servivano le tante macellerie di Toronto.

Qui sottostante vedete delle foto che io feci delle visite che abbiamo fatto a Toronto.

Ci vorrebbe un libro per raccontare tutti gli eventi avvenuti in tutti questi anni.

Ora i tre fratelli non ci sono più il destino gli a portati via molto presto, prima Mario poi Gildo, 3 anni or sono anche Lino ci ha lasciato.  

Vorrei essere uno scrittore per scrivere tutti gli avvenimenti avvenuti ma questo per me è troppo grande, scusate.
Tomaso


 Ecco i tre fratelli Breda segnati con la freccia, il piccolo Lino, il medio Gildo, e Mario.















Sottostante la grande metropoli  e la grande torre