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sabato 17 gennaio 2009

Continua il mio racconto, del nuovo capitolo 6

SESTO CAPITOLO
Non avrei mai immaginato quanto bene mi sarei trovato dopo in caserma. Lui un amatore di fotografia, andava li per far sviluppare le sue foto, quando capi che io lavoravo li in camera oscura, mi disse serio, lo sai che è vietato per un soldato, io impallidii, Poi sorridendo mi disse, io vorrei darti una sanse, tu mi sviluppi delle foto che nessuno deve vedere, capii subito che lui era un vero donnaiolo, e cercava in me un complice, gli dissi subito, che su quel laboratorio io ero controllato,e non sarei stato libero di fare questo, Mi disse che ne avremo parlato in caserma. Aspettavo con ansia, cosa mi avrebbe detto il Tenente? Più tardi venni chiamato in ufficio del Tenente, gentilmente mi fece accomodare, mi disse chiaramente che dovevo fare in modo di svilupparle le sue foto, perché erano cose personali, Io le disse subito che per fare questo ci vorrebbe una camera oscura dove si possa lavorare. Con chiarezza mi disse di chiedere che la stanza si poteva trovare, io quadrai in giro e gli disse, questa stanza sarebbe l’ideale, ce il tavolo grande ci sono le luci bastava cambiare le lampade speciali oscure il resto io potevo procurarlo cioè comperare un piccolo ingranditare e le diverse bacinelle per mette a bagno le foto per lo sviluppo il fissaggio, il problema dove io passo mettere questa attrezzatura, mi guardò sorridendo mi fece vedere un grande armadio, E disse questo è il posto che ti occorre io mi interesso che da domani sia a tua disposizione. Poi mi porto nella sala dove gli specialisti di tiro al giorno facevano scuola delle coordinate di tiro, e disse se tu pensi che qui puoi utilizzare questa stanza, gli dissi subito di si il tavolo geometrico dove facevano il disegni bastava inclinarlo orizzontale, mettere la lampada speciale sul posto dove loro usavano per illuminare i disegni, tutto mi sembrò realizzabile, dalle ore 20.00 io avrei potuto usare quella stanza per fare quello che volevo. Ottenni subito i permessi che potevo uscire dalla caserma quando volevo, Ne approfittai subito, il giorno dopo procurai tutto quello che mi occorreva, avevo un permesso speciale, T.S.T. termine , spettacolo, teatrale, cioè potevo rientrare anche dopo le ore 24.00. Tutto prosegui molto bene in caserma tutti mi consideravano il fotografo della caserma, negli addestramenti esterni in montagna il mio lavoro dovevo solo seguire la colonna che trainava i pezzi cioè i cannoni e fare delle foto che poi le avrei sviluppate io in fretta perché il comando le voleva per pubblicarle sul giornale degli artiglieri di montagna. Passarono i mesi si avvicinava il tempo per la fine del servizio militare, fui chiamato dal comandante della caserma mi disse che ne pensavo , se facevo una firma lui avrebbe fatto il resto mi garantiva che in tre mesi sarei stato caporal-maggiore e dopo sei mesi avrei potuto iniziare i corsi di sergente (sottoufficiale) furono giorni difficili, prendere una cosi difficile decisione, Alla fine rinunciai, potevano capitare altri comandanti che sostituivano quelli attuali questo succedeva spesso, non ero sicuro che fosse cosi facile. Nel frattempo continuai ha studiare, Volevo imparare certi sistemi di sviluppo e stampe di fotografie, i tempi di esposizione, e i getti di raggi di luci tramite obbiettivi simmetrici, c’èra tanto da studiare su questo ramo, La teoria era necessaria per poi passare alla pratica facendo delle prove per poi poter costatare la riuscita delle prove. Finalmente arrivò il congedo, io subito mi preparai stava iniziando una nuova vita, mi sentivo Pieno di dubbi, come sarebbe andata? Ora non avevo più il laboratorio dove avrei potuto sempre chiedere spiegazioni, ero solo ma ci credevo, dovevo farcela.
Continua

8 commenti:

  1. Sempre affascinante quello che scrivi, caro Tomaso.
    Ciao, ti auguro una buona giornata:)

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  2. Carissimo Tomaso, leggendo il blog di Lara sono per caso capitata sul suo blog, un piccolo gioiello, man mano leggerò tutto il materiale contenuto , mi sento di doverla ringraziare per la preziosa testimonianza che ci offre e per lo scriver sempre sereno e lineare che la contraddistingue

    Marista

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  3. Grazie infinite della tua visita cara Lara.
    Ciao e auguro anche a te una buona giornata. Tomaso

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  4. Cara Marista sono felice che grazie al blog di Lara ai pututo conoscere il mio. Sono contento di averti fra quelli che mi auitano a continuare.
    Un abbraccio forte, Tomaso

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  5. Caro Tomaso
    mi interesso sempre di piu' alla tua storia,ma dimmi:perchè era ti era vietato studiare da fotografo?
    Ciao e serena fine settimana.

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  6. Se la tua domanda e per quando ero militare era che noi militari in servizio avrei dovuto fare domanda ca come avevo chiesto me era stato negato per questo usavo le libere uscite.
    se invece la domanda e perché mie stato vietato di andare a scuola devi leggere sui primi capitoli.
    ti capisco che non è facile capire, solo quelli come me che hanno vissuto una gioventù come la mia e che erano poverissimi come la mia famiglia lo sanno!
    Un caro saluto, Tomaso

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  7. Caro Lello provo spiegarti in poche parole, in quei tempi, un soldato non potevi esercitare nessuna attività fuori della caserma, sia di lavoro oppure di scuola.
    Può darsi che ora le leggi siano anche cambiate, devi pensare che era finita la seconda guerra e le caserme erano veramente messe male non avevamo un repertorio per mangiare si mangiava nelle gavette non dormivamo nei capannoni coperti di lamiera ondulata immagina il caldo destate e il freddo d'inverno, solo il comando era una stabile nuovo.
    Io ritornai in quella caserma 2 anni dopo era stato costruito tutto nuovo dai dormitori alle mense, era passato perché avevo bisogno di documenti speciali per poter entrare nelle caserme per esercitare come fotografo.
    sarebbe una storia infinita se io continuassi, per questo ho scritto quei capitoli abbreviando un po' tutto
    un caro saluto, tomaso

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  8. Adesso capisco.
    Un caro saluto anche a te.
    Buona domenica.

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