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domenica 11 gennaio 2009

Carissimi amici e amiche la mia storia continua capitolo 4

QUARTO CAPITOLO
A dire il vero intanto quei piccoli guadagni arrivati da quei lavori aveva un po’ aiutato il paese, io continuavo a fare il garzone nel panificio, finito il lavoro al mattino verso le 11.00 tante volte al pomeriggio andavo a guadagnare qualche 10 lire portando da bere agli operai, I mesi passarono sempre con la tensione e la speranza che gli alleati un giorno arrivassero, Ahimè erano molto l’ontani ancora, i partigiani che di giorno erano nascosti in montagna, Alla notte facevano delle ricognizioni per procurarsi i viveri, purtroppo succedeva spesso, Di scontri tra tedeschi e partigiani, se prendevano qualche partigiano, noi eravamo costretti a vedere certe scene disumane che quei carnefici facevano, se invece era qualche tedesco, che veniva ucciso allora la casa da dove i partigiani si erano fermati per difendersi, veniva incendiata dai tedeschi, chi provava ha spegnere il fuoco, veniva portato via dai tedeschi. Settembre 1944 un episodio mi coinvolse, io con la mia bicicletta andavo a lavorare, era una notte illuminata da una luna piena, stavo percorrendo una strada affiancata da alberi l’ombra della luna faceva strane ombre sulla strada, improvvisa-mente mi accorsi che si muovevano, Erano dei partigiani che camminavano in fila indiana, uno di questi si mise in mezzo alla strada e mi feci il segno di fermarmi, mi disse con un accento non locale capii subito che si trattava di uno dei soldati che non avevano potuto raggiungere la famiglia perché era al sud, Mi chiese subito dove andavo a quell’ora, lui sembrava molto informato Di quello che io facevo, educata-mente mi disse, lui sapeva che su questa strada c’era al giorno dei passaggi di tedeschi, io provai a dire che non sapevo, non mi credettero, con tono severo mi disse che se non parlavo mi avrebbero portato con loro in montagna, Io mi spaventai, e dissi tutto quello che sapevo, difatti tutti i giorni immancabilmente passava una grande vettura con dei alti ufficiali che da un comando del Friuli veniva a controllare i lavori di fortificazioni sul Piave, tutti i giorni la vedevo sempre alla stessa ora che mi sorpassava facendo un polverone date che la strada non era di asfalto, I partigiani dopo di avermi ascoltato si sono dileguati in fretta, io raccontai tutto quanto al mio padrone dove lavoravo, abbiamo sotto-valutato quanto stava per succedere, Terminato il mio lavoro come ogni giorno con la mia bicicletta stavo ritornando a casa, quasi dimenticato di quella notte, l’auto solita mi sorpassò, quando l’auto era circa 100 metri da me sentii un fragore di spari raffiche e scoppi di bombe a mano, lo stesso posto dove avevano parlato con me i partigiani si sono nascosti nel campo di grano che a quella stagione era molto alto, ed hanno aspettato il passaggio dell’auto, fu una grande confusione, l’auto accelerò fortemente scomparve, io con il cuore in gola arrivai a casa, Raccontai tutto a mia madre, mi sollecitò di ritornare dal mio padrone dicendo di non dire a nessuno quello che io gli avevo detto, ritornando verso casa già parecchi camion pieni di soldati tedeschi stavano nel luogo dell’attentato passai con la bicicletta con il cuore che mi scoppiava della paura, Arrivai a casa e seppi che un alto ufficiale era gravemente ferito, quel giorno stesso, i tedesche presero 20 ostaggi dal mio paese e altri dai paesi circostanti, incominciò per me e famiglia un incubo di terrore se i tedeschi avrebbero saputo che io avevo avuto quel contatto con quelli del attentato, nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo a tutti noi, Io per parecchie notti non riuscivo a dormire, per qualche ora riuscivo prendere sonno, Era sempre pieno di incubi, vedevo la mia casa che bruciava mio padre mia madre portati via mie sorelle che piangevano disperate, furono i giorni più lunghi della mia vita,
Le mie sorelle
Finalmente si seppe, l’ufficiale ferito stava riprendendosi e non mori, nessuno seppi mai di quel mio incontro con i partigiani, solo finita la guerra, dissi a qualcuno del paese ciò che era successo. Ricordo che si sentiva alla radio che gli alleati trovavano delle forti resistenze, le grandi battaglie del monastero di Monte Cassino, e tante altre località del centro Italia, le grandi fortezze volanti americane passavano sopra la nostra testa, andavano a bombardare le grandi città della Germania, era tutto un susseguirsi di notizie, ma nessuno era certo se fossero vere.Passò anche il 1944. L’inizio 1945 tutti eravamo in ansia, la speranza era solo una, che arrivassero al più presto possibile gli alleati.
Molte volte capitava di vedere nel cielo dei duelli aerei, sempre uno americano e un tedesco,
Le acrobazie erano spettacolari, le raffiche che si udiva erano molto chiare,
Però alla fine se ne andavano uno da una parte e una dall’altra. Non saprei dire la causa,
Forse finito le munizioni, il tempo passò sempre aspettando, io continuavo il mio lavoro, nel panificio, nonostante quanto era successo, tutte le notti con la mia bicicletta mi recavo al lavoro, si vedeva sempre più aerei da caccia americani che sorvolavano a bassa quota
tenevano sotto controllo ogni piccolo movimento, perfino i carri agricoli trainati dai buoi
venivano presi di mira e mitragliati, pensavano forse che fosse qualche trasporto di tedeschi
perché camuffavano tutto per passare inosservati, si sentiva nell’aria che qualcosa stava cambiando, tutte le notti i partigiani scendevano e attaccavano nei paesi dove erano, sistemati i soldati, si capiva che loro non si sentivano più sicuri, anche noi non eravamo più con quella paura, venne quel giorno che arrivarono finalmente gli americani, ricordo di aver visto dei carri armati che nelle strane non asfaltate facevano un fragrante rumore, si piazzarono di fronte ai fabbricati, scuole e palazzi comunali dove erano asserragliati i tedeschi, che hanno sempre resistito agli attacchi dei partigiani durante la notte, ricordo con chiarezza che dopo qualche minuto che i carri armati si erano fermati, dalle finestre che si incominciavano ad aprirsi,
Si notavano delle bandiere bianche, se prima erano molto pochi i civili che spiavano per vedere
quello che succedeva, da quel momento le strade le piazze si riempirono le campane a suonare, è stato qualche cosa indescrivibile, in un baleno non si pensava più ha quel terrore passato, tutto era una festa, mi ricordo di nuovo le parole di mio padre,
Ora ci credo il fronte che avevano preparato non era necessario, la guerra è veramente finita.
Continua

10 commenti:

  1. wow.. sono a bocca aperta.. non so che dire o meglio che swcrivere.. son colpita di questo 4 capitolo è sempre un'emozione leggerti..

    grazie per ciò che condividi con noi^^..
    bacioni

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  2. Ora sono veramente sereno perché quello che seguirà non sarà per me doloroso rivivere ora sarà un'altra cosa. ciao cara Vane ti auguro una buona serata, un abbraccio forte..

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  3. Un blog tutto tuo che bello.
    Mi ero sempre chiesto come mai non ne avessi uno tutto tuo.
    Pero' l'ho saputo troppo tardi,ora ne avrò da leggere.

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  4. Grazie Tomaso,
    grazie per questo blog con cui condividi un pò della tua vita con chi ti legge....
    un bacione!

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  5. Tomaso grazie per aver condiviso i tuoi ricordi con noi.
    Hai passato una vita difficile,spero per noi che questi siano solo ricordi e che non succederanno più.
    Ora capisco anche perchè la notte non riesci a dormire.

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  6. Purtroppo nel mondo ancora oggi ci sono cose molto più tragiche e noi tutti siamo impotenti per poter fare qualche cosa che possa aiutare quelle popolazioni possiamo solo dire forte!
    NON PIÙ GUERRE!!
    Un abbraccio forte a tutti/e,
    Tomaso

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  7. Proseguo il cammino attraverso il sentiero degli avvenimenti che hanno segnato il tuo percorso di ragazzo, Tomaso. Emozionante, commovente. Ciò che condividi qui ci arricchisce. Grazie ancora.
    Un caro saluto. Con il sorriso, come dici tu.
    MG

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    1. Cara Maria Grazia, fa piacere sentire che hai già letto parte della mia vita.
      Certo che ne ho avute tante difficoltà, ma con la buona volontà e con il credere che dovevo farcela,
      mi è sempre andata bene alla fine.
      Buona notte cara amica sempre con il sorriso tutto sembrerà più facile.
      Tomaso

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  8. Deve essere stato un sollievo incredibile capire che l'incubo della guerra era finalmente terminato! E' molto bello leggere gli avvenimenti storici studiati sui libri qui descritti dal punto di vista di chi li ha vissuti in prima persona.
    Grazie Tomaso!

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    Risposte
    1. Cara Rosa, era una cosa indescrivibile eravamo liberati di un peso che ci schiacciava dentro di noi sentire le campane di ogni campanile che suonavano a festa le strade piene di giovani e vecchi che si abbracciavano penso che solo chi lo ha veramente vissuto può capire.
      Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-) anche qui.
      Tomaso

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