calendario con data e orologio



Net-Parade

Migliori Siti

LETTORI FISSI

martedì 20 gennaio 2009

Buon giorno amici e amiche ecco il settimo capitolo

SETTIMO CAPITOLO
Appena rientrato a casa mi interessai per avere la licenza di commercio per poter esercitare La professione di fotografo ambulante, era l’inizio di fare tanti documenti, Incominciai intanto facendo un po’ di propaganda mettendo dei appositi avvisi nei luoghi, in modo che nel paese lo sapessero, Andai in una caserma di militari vicino precisamente a Feltre Belluno, Trovai subito le prime difficoltà ci voleva un permesso speciale per fare questo, La cosa che feci subito, andai a Udine dove avevo fatto il militare, li ero molto conosciuto, mi presentai al comando dove avevo dei buoni rapporti, e gli spiegai di cosa si trattava, il comandante mi accompagno, subito al comando generale della Brigata Julia, lui ottenne subito un colloquio con un tenente colonnello, la cosa e andata molto bene mi fecero una lettera che avrei dovuto portare a Padova al comando d’armata, lo feci, in non più di 15 giorni ottenni il permesso, che veniva dal ministero della difesa, il quale mi autorizzava ad entrare in tutte le caserme della provincia di Treviso, e nelle province limitrofe. Incominciavano i problemi, ho dovuto acquistare una motocicletta leggera per i miei spostamenti, attrezzai il laboratorio cioè la camera oscura di un grande ingranditore per poter stampare foto di formati fino 24x 30 centimetri, dato che anche mio fratello maggiore si sposò nel 1952 io potei avere una stanza solo per i lavori necessari per le fotografie, Partivo tutte le domeniche con la moto per recarmi delle vicine caserme dei militari in una giornata potevo frequentare dalle due a tre caserme, lunedì e martedì preparavo le foto, il giorno dopo ritornavo nelle caserme per portare le foto, e farne delle altre. I mesi passarono il lavoro non mancava, solo che era molto dura, e molto rischiosa, 2 ore di motocicletta al mattino e 2 ore alla sera con strade con poca sicurezza, cioè non era l’avvenire che io speravo. Presi una decisione, acquistai una macchina fotografica da studio, con quella fare foto e ritratti, misi nei bar, nei cafè delle informazioni di questo lavoro, tramite conoscenti, sono stato presentato ad un vecchio fotografo di una cittadina a 25 Km. Così andai due volte alla settimana per imparare la tecnica del ritocco nelle pellicole piane, E per studiare le luci, in seguito acquistai attrezzature per affetti luce riflettori e giraffa, Feci delle tratte per il pagamento rateale, il lavoro non era tanto, 80% degli uomini emigravano tutte le primavere, chi in Francia chi in Italia nel cosiddetto triangolo industriale, Cioè nelle città del centro nord, pensate che all’estate le foto che facevo erano nella maggioranza di giovani spose che le dovevo fotografare di profilo per vedere bene il loro pancione che poi spedivano le foto al proprio marito emigrante, l’inverno invece cera tanto lavoro, matrimoni, battesimi, prima, comunione, e foto per passaporti di giovani, che poi Avrebbero preso il via dell’emigrazione.
Continua

10 commenti:

  1. Caro Tomaso,la tua vita è stata proprio movimentata in tutti i sensi.
    Mi ha sorpresa posityivamente questa tua passione che è diventata un lavoro...e ci nascondevi tutte queste belle notizie?
    Un abbraccio affettuosissimo.

    RispondiElimina
  2. Finalmente! Ho fatto tutto di corsa per venire a leggere il tuo brano di vita.
    Mi sono anche chiesta se io sarei capace di raccontare la mia vita, così cronologicamente, come sai fare così bene tu :)
    E non ne sono certa ...
    Dunque tu hai fatto il fotografo!!! Ora mi spiego la foto dell'aereo di ieri.
    Mio caro amico, grazie per questo passato che fai rivivere.
    Mi tocca profondamente.
    Ciao e a presto :)

    RispondiElimina
  3. Cara Stella, io quando penso ai anni diciamo dai 10 ai 20 anni i sogni erano tanti, era la situazione che, era impossibile.
    Se io dovesse scrivere tutto ciò che è passato non basterebbe un grosso volume di un gigantesco libro. Quello dei capitoli che ho reso a tutti voi è una semplice abbreviazione, sarebbe troppo lunga non basterebbe una vita.
    Un lungo abbraccio.

    RispondiElimina
  4. Cara Lara, si è vero la fotografia mi affascina ancora oggi mi sarebbe piaciuto studiare più a lungo negli anni 50 ma ahimè io avevo bisogno di guadagnare non c'erano i soldi per lo studio.
    Conclusione io oggi sono felice così come sono, 2 figli fantastici una cara moglie che mi adora.
    Ora posso dire che ho anche tutti voi, la vita è bella non dimentica-telo mai!
    Ciao cara amica...

    RispondiElimina
  5. ciao toma, ti volevo dire che ho fatto il militare negli alpini,nel 1988,brigata alpina cadore battaglione alpini belluno,nella caserma salsa di belluno,appunto,sono rimasto in quella caserma tutto l'anno,gran bei ricordi,nel cuore,per sempre

    RispondiElimina
  6. Buonasera Tomaso.
    La fotografia però non è stata poi la tua professione....?

    RispondiElimina
  7. Ciao Andrea che bello sentire che uno a fatto il militare negli alpini, addirettura alla caserma salsa di Belluno, pensa in quella caserma io ho fatto il C.A.R. nel 1950 a durato 45 giorni poi sona stato trasferito a Cecchignola per la specializzazione di marconista, finito il corso fui assegnato ala Iulia a Udine. Quando penso sorrido bellissimi ricordi.
    Un Caro saluto...

    RispondiElimina
  8. Purtroppo no caro Lello, io avevo bisogno di guadagnare subito per formare una famiglia, la Svizzera quel lavoro me lo aveva negato nel 1956 avevo trovato un buon posto a Zurigo ma la polizia degli stranieri
    me lo a negato, pensa era considerato un lavoro tecnico per questo un operaio non poteva avere il permesso se era straniero.
    Queste sono storie che tante volte ti riserva la vita.
    Ciao Lello a risentirci.
    Tomaso

    RispondiElimina
  9. Peccato che tu non abbia poi continuato con la fotografia. E' un bel mestiere, molto creativo e affascinante. Ma a volte la vita ci porta altrove e ci fa percorrere altre strade rispetto a quelle che avremmo voluto imboccare.
    Continuerò a leggere...

    RispondiElimina
  10. Cara Rosa, non rispondo ora a tutti i commenti, ora sino ancora convalescente e non sto bene del tutto, ma no potevo non lasciare per te ciò che ho dovuto rinunciare,. la zona dove esercitavo non mi fava abbastanza lavoro per un avvenire, e andare con la motocicletta tutti i giorni molto km, era troppo pericoloso, così il destino cambiò i miei programmi!!!
    Continua a leggere ! stata una dolorosa divisione ma necessaria.
    CIao e buona serata cara amica, sono molto, stanco.
    Tomaso

    RispondiElimina

Benvenuti qui cari amici e amiche, se poi volete lasciare anche solo un saluto, sarà sempre molto gradito.