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giovedì 1 gennaio 2009

È ARRIVATO IL 2009 INIZIO CON UN NUOVO CAPITOLO 2

I MIEI RICORDI

SECONDO CAPITOLO

L’inizio della guerra sconvolse tutta la nostra già precaria esistenza sopravvivere per noi poveri era una battaglia quotidiana, vedevo mio padre due mesi all’anno soffrivo sentendo mia madre piangere ogni volta che era giunto il giorno della partenza, per la nuova stagione di lavoro, lo stato aveva programmato il razionamento dei generi alimentari non si poteva avere nianche un pezzo di pane senza il bollino 100 grammi al giorno, i soldi erano sempre pochi,
Per questo in casa e stato deciso che io terminato la quarta elementare di non continuare il mio contributo alla famiglia era necessario, al giorno andavo nei boschi per cercare legna da far fuoco per il camino dove la mamma cucinava, altra legna occorreva per l’inverno, quei periodi gli inverni erano molto rigidi la neve veniva sempre abbondante già in novembre, sopravvivere era molto difficile ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo.

Nel 1941 ci comunicarono che il comune ci aveva assegnato una casa, casette B famigliare fatta costruire dal governo per dare alloggi ai molti emigranti che erano stabiliti all’estero, e fatti rimpatriare causa la guerra noi siamo stati fortunati, nonostante che la nostra famiglia non fosse prima stabilita all’estero, erano ben fatte con l’acqua corrente e gabinetto in casa, credo che questa sia stata una cosa bella fatta dal regime fascista, un affitto molto ridotto prendemmo possesso della casa in maggio, mia madre aspettava il quinto figlio che nacque in agosto, una bocca di più da sfamare. sembrava che la nostra esistenza andasse un po’ meglio, ma era pura illusione,mio padre ritornò prima del previsto.

Quando nel 1942 mia madre con delle conoscenze trovo un posto di lavoro per me in un panificio in un paese a circa 5 Km. di distanza, la distanza non era tanto il problema, era che tutte le mattine molto presto dovevo recarmi al lavoro come garzone, l’ora che il panificio iniziava era alle 0,2 di notte io con una bicicletta mi recavo tutti giorni in estate e anche d’inverno all’inizio avevo un po’ di paura ma poi feci l’abitudine, intanto la guerra continuava,
le mie sorelle maggiori lavoravano nella filanda del paese dove lavoravano la seta,
Ogni primavera i contadini prendevano i piccolissimi bachi , mi ricordo che erano quasi invisibili mangiavano delle foglie di gelso era incredibile vederli crescere rapidamente,
In tre - quattro settimane si gonfiavano e diventavano di un colore giallo quasi trasparente,
Era fantastico vedere che dalla sera alla mattina dopo li vedevi questi bachi che già iniziavano ha costruire il bozzolo che poi venivano portati da tutti i coltivatore in filanda dove le donne con speciale bagno nell’acqua calda iniziavano li sfilamento de quel piccolo sottile filo di seta.

L’inizio del 1943 non era cambiato niente le notizie che si sentivano non ci davano nessuna tranquillità si capiva che questa guerra stava diventando sempre più dolorosa, non passava un giorno che arrivava notizie di un soldato conosciuto del paese era rimasto vittima in Grecia oppure in Iugoslavia. Io imparai tante cose su quel panificio dove ero stato assunto.
L’otto settembre, la radio annunciò che l’Italia firmò l’armistizio con gli alleati cioè i nemici di prima diventarono amici, i amici di prima diventarono i nemici, all’inizio ci fu una grande festa
Tutti pensavano che l’incubo della guerra fosse finito, l’Italia si trovo divisa in due, il sud era con gli alleati mentre al nord cera l’esercito tedesco, l’esercito italiano allo sbaraglio, gli ufficiali responsabili non erano stai informati, fu l’inizio di una tragedia,
I soldati scappavano dalle caserme cercando indumenti civili per poter raggiungere le proprie case e le loro famiglie, purtroppo coloro che le loro famiglie si trovavano al sud si sono fermati al nord dove erano alloggiati dalle famiglie volonterose.
Continua

7 commenti:

  1. è sempre un piacere leggerti^^.. bacioni e augurii ancora

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  2. Io sono nato a guerra finita,porto il nome di uno zio catturato dai tedeschi in piena ritirata...di lui non si seppe più nulla,come per tanti altri.
    Alcune delle cose che racconti caro Tomaso,le ho sentite da mio papà,che non ha MAI voluto raccontare quel periodo,significava farlo soffrite nuovamente...!!

    Ancora buona anno,aspetto con ansia il nuovo capitolo!

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  3. Caro Sirio credimi non mi è facile raccontare tutto questo io raccontando queste cose le rivivo tante volte interrompo perché mi emoziono.
    ci saranno degli episodi molto tristi vissuti da me spero di saperli descrivere come veramente li ho vissuti.
    Una cosa penso che sia giusto che tutti sappiano a che cosa porta l'odio fra un popolo e un-altro.
    Rinnovo anche io gli auguri di questo nuovo anno!

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  4. Tomaso ti sto commentando molto in ritardo e non credo che leggerai questo commento,per me è molto bello leggere esperienze di chi le ha vissute.

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  5. ciao tomaso...anche mia mamma mi racconta che da bambina coltivava i bachi da seta...a leggerlo qui mi sembra di sentire lei...
    io continuo la lettura...
    un abbraccio

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  6. Ciao cara Ceppina, vedo che stai leggendo i capitoli della mia vita.
    Questo mi fa molto piacere , qui si capisce che la vita in quei periodi è stata veramente dura, però nonostante tutto eravamo contenti con niente, per questi io lo dico spesso che la vita è bella e che non bisogna sciuparla come certa gioventù di oggi.
    Buona domenica cara amica.
    Tomaso

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